
AREA DI INTERVENTO
Stress e burnout
Quando riposare non basta più, e la stanchezza è già lì al risveglio.
- Durata
- 45 minuti
- Modalità
- In studio e online
- Lingue
- Italiano e inglese
- Dove
- Milano, Monza, Cernusco sul Naviglio
Ti riconosci?
Modi in cui questa difficoltà viene descritta. Riconoscersi in uno di questi non significa avere un disturbo.
Dormo, ma mi sveglio già stanco.
Faccio le stesse cose di prima e mi costano il doppio.
Ho smesso di sentire qualcosa per il lavoro. Né bene né male.
Rimando le cose che prima facevo senza pensarci.
Il corpo mi presenta il conto: stomaco, testa, sonno.
Quando finalmente mi fermo, sto peggio.
I disturbi d'ansia, uno per uno
- Stress cronico
- Esaurimento
- Distacco
- Senso di inefficacia
- Sintomi fisici dello stress
- Il crollo nelle pause
- Burnout lavorativo
- Stress e sintomi fisici
Stress cronico: quando il riposo non basta più
Lo stress non è un problema in sé. È la risposta con cui l'organismo affronta una richiesta, e quando la richiesta finisce la risposta si spegne.
Il problema comincia quando non si spegne. Quando la fase di recupero non arriva mai per intero, e ogni nuova richiesta parte da un livello di attivazione che non è mai tornato a zero.
Il segnale più affidabile non è quanto si è stanchi. È che il riposo non ripaga più: si dorme e ci si sveglia stanchi, si passa un fine settimana fermi e il lunedì è identico a prima.
Sintomi fisici dello stress
Lo stress prolungato si presenta prima nel corpo che nei pensieri, ed è il motivo per cui molte persone arrivano dopo mesi di accertamenti medici.
Disturbi del sonno, in entrata o con risvegli. Tensione a collo, spalle, mascella. Disturbi gastrointestinali. Mal di testa ricorrenti. Cambiamenti dell'appetito. Infezioni più frequenti. Un senso di stanchezza che non corrisponde a quello che si è fatto.
Se gli esami non trovano nulla, non significa che i sintomi non ci fossero. Significa che il corpo stava rispondendo a qualcosa che non è una malattia.
Burnout lavorativo: le tre componenti
Il burnout non è semplicemente stanchezza da troppo lavoro. Ha una forma riconoscibile, e si sviluppa in tre direzioni contemporaneamente.
Esaurimento. Le energie non si ricostituiscono. Non è la stanchezza di una giornata pesante: è una stanchezza di fondo che precede la giornata.
Distacco. Ci si allontana emotivamente da quello che si fa. Le persone con cui si lavora diventano pratiche da smaltire. Il cinismo cresce, e spesso sorprende chi lo sente arrivare.
Senso di inefficacia. L'impressione di non incidere più, di non essere bravi come si era, di non riuscire a chiudere niente davvero.
Il burnout riguarda soprattutto chi ha investito molto: raramente colpisce chi era indifferente al proprio lavoro fin dall'inizio.
Perché ci si ferma quando ci si ferma
Molte persone crollano non durante il periodo difficile, ma subito dopo. In vacanza, nel primo weekend libero, alla fine di un progetto.
Non è una coincidenza. Finché la richiesta è attiva, l'attivazione la sostiene. Quando la richiesta cade, cade anche l'attivazione, e quello che era stato rimandato arriva tutto insieme.
Questo produce un'ulteriore difficoltà: si arriva a temere le pause, perché è lì che si sta peggio.
Stress, ansia e insonnia: cosa si tiene insieme
Stress prolungato e ansia si alimentano a vicenda. Lo stress abbassa la soglia a cui il sistema di allarme si attiva; l'ansia impedisce il recupero che ridurrebbe lo stress.
Il sonno è spesso il punto in cui la cosa si vede per prima. Non riuscire ad addormentarsi perché la testa non si ferma, o svegliarsi alle quattro con i pensieri già in corsa, è tra i primi segnali e tra gli ultimi a rientrare.
Psicoterapia per stress e burnout a Milano, Monza e Cernusco
Ricevo in due studi a Milano, a Monza e a Cernusco sul Naviglio, oppure online. Lavoro in italiano e in inglese.
Il primo incontro serve a capire da quanto dura, cosa è cambiato, e cosa è già stato provato. Serve anche a distinguere: stress prolungato, burnout e depressione condividono sintomi ma non sono la stessa cosa, e il lavoro cambia a seconda di quale sia.
Da lì si lavora su tre fronti: ridurre l'attivazione di fondo, ricostruire un recupero che funzioni davvero, e guardare le richieste — quelle esterne e quelle che ci si fa da soli, che spesso sono le più difficili da negoziare.
Non prometto che il carico diminuisca: molte volte non dipende da chi è in studio. Quello su cui si può lavorare è come quel carico viene attraversato.
Quando ha senso chiedere aiuto
— Il riposo mi rimette in sesto, o non più?
— La stanchezza c'era già al risveglio?
— Ho smesso di sentire qualcosa per cose che prima mi importavano?
— Il corpo mi sta dando segnali da mesi?
Se il riposo non funziona più, aspettare che funzioni raramente aiuta.
Domande frequenti
No, anche se condividono sintomi. Il burnout è legato a un contesto — di solito lavorativo — e tende a variare con esso; la depressione riguarda tutti gli ambiti della vita. Distinguerli è parte della valutazione iniziale.
Se ci sono sintomi fisici persistenti, sì. Stanchezza cronica, disturbi del sonno e sintomi gastrointestinali hanno cause organiche possibili che vanno escluse.
Non è una domanda a cui rispondo io. È una decisione che riguarda la vita di chi la prende. Il lavoro in studio serve a prenderla con chiarezza, non per esaurimento.
Sì. Gli incontri online hanno la stessa durata e lo stesso costo di quelli in studio.
In due studi a Milano, a Monza e a Cernusco sul Naviglio, oppure online.

Dr. Giuseppe Iannone — Psicoterapeuta
PRIMO PASSO


