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DISTURBI D'ANSIA

Ansia da malattia

Gli esami dicono che va tutto bene, ma il sollievo dura solo pochi giorni.

Gli esami dicono che va tutto bene. Ma ogni sintomo mi fa pensare alla malattia peggiore.

Ansia da malattia: quando il corpo diventa un sorvegliato

Tutti prestiamo attenzione al nostro corpo. La differenza non sta nel percepire una sensazione, ma in ciò che accade dopo averla notata.

Nell’ansia da malattia, una sensazione corporea può diventare rapidamente un segnale da interpretare e controllare. Un mal di testa non viene più percepito soltanto come un mal di testa: può diventare il possibile segnale di una malattia grave. Un battito irregolare può trasformarsi in una domanda urgente: e se fosse qualcosa di serio?

Da quel momento, l’attenzione si concentra sul corpo e l’incertezza diventa difficile da tollerare. La persona può iniziare a cercare informazioni, chiedere rassicurazioni, controllare ripetutamente il proprio corpo, misurare parametri fisiologici o rivolgersi frequentemente a medici e specialisti. In altri casi può accadere il contrario: evitare visite ed esami proprio per paura di scoprire qualcosa di grave.

Controllo ed evitamento sembrano comportamenti opposti, ma possono avere la stessa funzione: cercare di ridurre l’ansia legata alla possibilità di essere malati. Questo tipo di comportamento è riconosciuto anche nelle descrizioni cliniche dell’ansia da malattia.

Quando il corpo diventa qualcosa da sorvegliare

Il corpo produce continuamente sensazioni: variazioni del battito, tensioni muscolari, alterazioni della respirazione, sensazioni gastrointestinali, vertigini, formicolii, stanchezza.

La maggior parte di queste sensazioni passa inosservata.

Quando invece l’attenzione è costantemente orientata alla salute, il sistema di monitoraggio diventa molto più sensibile. Più si cerca un segnale, più è probabile trovarne uno. E una volta trovato, l’attenzione può aumentare ulteriormente la sua salienza.

Si crea così un circolo:

sensazione → interpretazione minacciosa → ansia → controllo o evitamento → sollievo temporaneo → nuova attenzione al corpo.

Il problema, quindi, non è necessariamente la sensazione iniziale. È il significato che le viene attribuito e ciò che si fa per ottenere la certezza che non ci sia una malattia.

Perché la rassicurazione non dura

Un esame medico negativo dovrebbe tranquillizzare. E spesso lo fa: il sollievo è reale.

Il problema è che, nell’ansia da malattia, quel sollievo può essere temporaneo. Dopo qualche ora, qualche giorno o qualche settimana può comparire un nuovo dubbio:

E se l’esame non avesse visto proprio quella malattia?
E se fosse ancora troppo presto?
E se quel valore fosse comunque significativo?
E se questa volta fosse qualcosa di diverso?

La questione si sposta così dalla domanda “Ho questa malattia?” alla domanda “Come posso essere assolutamente certo di non averla?”

È una differenza fondamentale. La medicina può fornire valutazioni, probabilità, diagnosi ed esclusioni basate sulle evidenze disponibili; non può trasformare ogni incertezza in una certezza assoluta.

Per questo la rassicurazione può diventare parte del problema: se ogni volta che compare l’ansia la risposta è un nuovo controllo, il controllo rischia di diventare la condizione necessaria per sentirsi al sicuro.

Il controllo del corpo: quando verificare diventa parte del problema

I comportamenti di controllo possono assumere forme molto diverse:

  • cercare sintomi e diagnosi online;
  • palpare ripetutamente una parte del corpo;
  • controllare il battito o la pressione;
  • osservare continuamente la respirazione;
  • chiedere ai familiari se si appare pallidi o “strani”;
  • confrontare fotografie o cambiamenti corporei;
  • monitorare costantemente le proprie sensazioni;
  • prenotare ripetutamente visite ed esami;
  • oppure, al contrario, evitare medici, ospedali ed esami per paura del risultato.

Non tutti questi comportamenti sono problematici in sé. Diventano clinicamente rilevanti quando sono guidati dall’ansia, diventano ripetitivi o interferiscono con la vita quotidiana.

La ricerca online merita particolare attenzione. Internet permette di trovare rapidamente informazioni utili, ma una ricerca costruita intorno a un sintomo può facilmente amplificare l’incertezza: lo stesso sintomo può essere associato a condizioni comuni e a condizioni rare, senza che il motore di ricerca possa stabilire quale interpretazione sia pertinente alla singola persona.

Ipocondria, ansia per la salute e disturbo da ansia di malattia

Ipocondria è il termine tradizionale con cui molte persone descrivono una preoccupazione persistente per la propria salute. Nella classificazione contemporanea la terminologia è cambiata e può variare in base al sistema diagnostico utilizzato.

L’ICD-11 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità include la categoria hypochondriasis (health anxiety disorder). In ambito clinico e nella letteratura internazionale viene inoltre utilizzata l’espressione illness anxiety disorder, già indicata come termine correlato alla precedente ipocondria.

Al di là dell’etichetta diagnostica, il nucleo del problema è riconoscibile: una preoccupazione persistente per la possibilità di avere o sviluppare una malattia, accompagnata da un’elevata attenzione alla salute e, in alcuni casi, da comportamenti ripetitivi di controllo oppure da evitamento delle situazioni mediche.

È importante anche distinguere l’ansia da malattia dal semplice fatto di preoccuparsi per la propria salute. La preoccupazione diventa clinicamente significativa quando è persistente, sproporzionata rispetto al contesto e inizia a occupare una parte rilevante della vita della persona.

Ansia da malattia e sintomi fisici: non sono la stessa cosa

Una precisazione è importante.

L’ansia da malattia non significa necessariamente che “i sintomi sono immaginari”. Una persona può avere sensazioni corporee reali e, allo stesso tempo, sviluppare una preoccupazione eccessiva rispetto al loro significato.

Inoltre, ansia da malattia e disturbo da sintomi somatici non sono sinonimi. Nell’ansia da malattia la preoccupazione riguarda soprattutto la possibilità di avere o sviluppare una malattia; nel disturbo da sintomi somatici assumono invece maggiore rilevanza i sintomi fisici stessi e il modo in cui vengono vissuti e gestiti.

Per questo è importante non utilizzare automaticamente l’etichetta “ansia” ogni volta che una persona riferisce un sintomo fisico.

Come lavoro sull’ansia da malattia

In psicoterapia il nostro lavoro parte dalla tua storia di vita e dal modo specifico in cui l’ansia per la salute è comparsa e si manifesta.

Osserveremo insieme:

  • cosa accade quando compare una sensazione corporea;
  • quale interpretazione attribuisci a quella sensazione;
  • quali comportamenti metti in atto per controllarla;
  • quanto dura il sollievo dopo una rassicurazione;
  • quali situazioni evitati;
  • quanto spazio occupano ricerca online, monitoraggio e controlli;
  • quanto è difficile tollerare la possibilità di non avere una certezza assoluta.

Il lavoro terapeutico riguarderà il modo in cui interpreti e dai senso alle sensazioni corporee, e sarà finalizzato alla riduzione dei comportamenti di controllo e rassicurazione eccessivi e, soprattutto, alla capacità di tollerare l’incertezza e i segnali fisiologici del corpo senza dover continuamente cercare una nuova conferma.

L’obiettivo non è arrivare a non sentire più nulla, né ottenere la certezza assoluta di essere sani. È poter percepire una sensazione corporea senza sentirsi obbligati a trasformarla immediatamente in un problema da risolvere.

Quando può essere utile chiedere aiuto?

Può essere utile fermarsi a osservare il rapporto che hai con la tua salute se:

  • controlli frequentemente il tuo corpo per cercare segnali di malattia;
  • cerchi spesso informazioni mediche online;
  • hai bisogno di rassicurazioni ripetute per riuscire a tranquillizzarti;
  • il sollievo dopo una visita o un esame dura poco;
  • evitamenti medici ed esami per paura di una possibile diagnosi;
  • una parte significativa della giornata è occupata dal pensiero di poter essere malato;
  • la paura per la salute sta iniziando a condizionare le tue scelte, il lavoro, le relazioni o le attività quotidiane.

Domande frequenti

Perché la rassicurazione risponde a una domanda diversa da quella che si sta facendo. Un esame dice cosa non c'era in quel momento; non può dare la certezza assoluta che si sta cercando, e quella ricerca è il meccanismo su cui si lavora.

Nell'uso corrente sì. "Ipocondria" è il termine più antico; le classificazioni attuali usano nomi diversi ma descrivono lo stesso funzionamento.

Non è una decisione che prendo io, e non riguarda i controlli prescritti da un medico. Riguarda le verifiche fatte per abbassare l'ansia, che sono un'altra cosa e si affrontano gradualmente.

Giuseppe Iannone, ritratto.

Dr. Giuseppe Iannone — Psicoterapeuta

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