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DISTURBI D'ANSIA

Ansia da malattia

Gli esami dicono che va tutto bene, e il sollievo dura due giorni.

Gli esami dicono che va tutto bene. Ma ogni sintomo mi fa pensare alla malattia peggiore.

Ansia da malattia: quando il corpo diventa un sorvegliato

Tutti notano i propri sintomi. La differenza sta in cosa succede dopo averli notati.

Nell'ansia da malattia una sensazione corporea non resta una sensazione: diventa immediatamente un'ipotesi diagnostica, e l'ipotesi tende sempre verso la spiegazione peggiore.

Un mal di testa non è un mal di testa. Un battito irregolare non è un battito irregolare. Ogni segnale viene interpretato come possibile inizio di qualcosa di grave, e da lì parte la verifica.

Il punto centrale è questo: il corpo produce sensazioni continuamente. Chi le sorveglia ne troverà sempre. Non perché stia peggio degli altri, ma perché sta guardando.

Perché la rassicurazione non dura

Un esame negativo dovrebbe chiudere la questione. Non la chiude, e questo confonde sia chi lo vive sia chi gli sta intorno.

Il sollievo arriva davvero, ed è reale. Ma dura poco: qualche ora, qualche giorno. Poi ricompare un dubbio — e se avessero guardato la cosa sbagliata, e se fosse troppo presto per vedersi, e se quel valore al limite significasse qualcosa.

Il motivo è che la rassicurazione risponde alla domanda sbagliata. La domanda non è "sono malato?". È "posso essere certo di non esserlo?". E a quella domanda nessun esame può rispondere, perché la certezza assoluta non esiste in medicina.

Ogni rassicurazione, quindi, insegna una cosa sola: che per stare tranquilli serve un controllo. E la volta dopo ne servirà un altro.

Il controllo: cercare online, palpare, misurare

Le verifiche prendono forme diverse e tutte hanno la stessa struttura.

Cercare i sintomi online. Palpare ripetutamente la stessa zona. Misurare la pressione o il battito più volte al giorno. Chiedere ai familiari se si è pallidi. Confrontare una foto di oggi con una di sei mesi fa. Fissare visite, o rimandarle per paura di cosa potrebbero dire.

Ognuna di queste azioni abbassa l'ansia per pochi minuti e la rialza subito dopo, perché nessuna può produrre la certezza che si sta cercando.

La ricerca online merita una nota a parte: è progettata per mostrare le corrispondenze, non per pesarle. Cercare un sintomo restituisce sempre anche la diagnosi peggiore che lo comprende.

Ipocondria e ansia: qual è il legame

"Ipocondria" è il termine tradizionale, ed è ancora quello che usano molte persone per descriversi. Nei manuali diagnostici attuali la categoria è cambiata nome, ma il quadro è lo stesso: preoccupazione persistente per la salute, sproporzionata rispetto ai riscontri medici, con comportamenti di controllo o, all'opposto, di evitamento totale della medicina.

È un disturbo d'ansia, e si comporta come tale: c'è un allarme che si attiva, un'interpretazione che lo alimenta, e strategie che lo mantengono credendo di ridurlo.

Quando è meglio parlarne con un medico

Va detto chiaramente, ed è la ragione per cui questa pagina non prende posizione sui sintomi di chi la legge: la valutazione medica viene prima.

Il lavoro psicologico non serve a stabilire se un sintomo abbia una causa organica — non è di mia competenza e non lo sarà mai. Serve quando gli accertamenti sono stati fatti, la valutazione clinica c'è, e la preoccupazione continua comunque.

Se gli accertamenti non sono stati fatti, il primo passo è quello.

Psicoterapia per l'ansia da malattia a Milano, Monza e Cernusco

Ricevo in due studi a Milano, a Monza e a Cernusco sul Naviglio, oppure online. Lavoro in italiano e in inglese.

Il primo incontro serve a ricostruire il quadro: da quanto tempo, quali sintomi, quali accertamenti sono già stati fatti, e cosa si fa quando la preoccupazione arriva.

Il lavoro poi riguarda tre cose: ridurre il ruolo delle verifiche, cambiare il modo in cui le sensazioni corporee vengono interpretate, e lavorare sulla tolleranza dell'incertezza — che è il vero nodo, perché la certezza cercata non è ottenibile.

Quando ha senso chiedere aiuto

— Quanto tempo al giorno passo a controllare come sto?

— Il sollievo dopo un esame quanto dura?

— Ho cercato online sintomi nell'ultima settimana?

— Evito i medici, o li cerco più del necessario?

Domande frequenti

Perché la rassicurazione risponde a una domanda diversa da quella che si sta facendo. Un esame dice cosa non c'era in quel momento; non può dare la certezza assoluta che si sta cercando, e quella ricerca è il meccanismo su cui si lavora.

Nell'uso corrente sì. "Ipocondria" è il termine più antico; le classificazioni attuali usano nomi diversi ma descrivono lo stesso funzionamento.

Non è una decisione che prendo io, e non riguarda i controlli prescritti da un medico. Riguarda le verifiche fatte per abbassare l'ansia, che sono un'altra cosa e si affrontano gradualmente.

Giuseppe Iannone, ritratto.

Dr. Giuseppe Iannone — Psicoterapeuta

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