
Una difficoltà sessuale
Dolore durante i rapporti
Il dolore è reale. La valutazione medica viene prima, e il lavoro psicologico procede accanto.
Fa male, e a forza di aspettarmelo il corpo si irrigidisce da solo.
La valutazione medica viene prima
Questo è il punto da cui partire, prima di qualsiasi altra considerazione. Il dolore durante i rapporti ha cause organiche frequenti e trattabili: infezioni, endometriosi, atrofia vulvo-vaginale, dermatiti, esiti di interventi o del parto. Negli uomini, prostatiti e problemi del frenulo.
Nessuna di queste si esclude con un'interpretazione psicologica. Il riferimento è il ginecologo o l'urologo, e in molti casi il percorso comincia lì.
Il dolore non è "nella testa"
È importante dirlo esplicitamente, perché è quello che molte persone si sono sentite dire — a volte anche in ambito sanitario — e che le ha allontanate dal chiedere aiuto.
Il dolore è un'esperienza reale, prodotta dal sistema nervoso, indipendentemente da dove si trovi la sua causa iniziale. Che una componente psicologica partecipi al mantenimento non lo rende immaginario, e non rende la persona responsabile di provarlo.
Le forme
La dispareunia indica dolore durante il rapporto, e può presentarsi all'ingresso o in profondità: due quadri con cause diverse. Il vaginismo è una contrazione involontaria della muscolatura che rende la penetrazione difficile o impossibile, e non è una scelta né una forma di rifiuto.
La distinzione conta perché cambia sia la valutazione medica sia il lavoro successivo.
Il circolo dolore–attesa–tensione
Una volta che il dolore si è presentato più volte, il corpo comincia ad anticiparlo. La muscolatura si contrae in previsione, e la contrazione produce o aumenta il dolore che stava anticipando.
A quel punto esiste un secondo problema oltre a quello iniziale. Ed è il motivo per cui, anche quando la causa organica viene risolta, il dolore può persistere: il circolo si è reso indipendente dalla sua origine.
Quando entra nella coppia
L'evitamento è la conseguenza naturale, e ragionevole: si rimanda, si riducono le occasioni, l'intimità si restringe. Il partner spesso non sa come comportarsi e teme di fare male, e questa preoccupazione può aggiungere tensione invece di toglierne.
Parlarne diventa difficile proprio quando servirebbe. Un incontro insieme, in alcuni casi, serve a rimettere in circolo le informazioni.
Come si lavora
Accanto al percorso medico, non al posto suo. Il lavoro psicologico riguarda il circolo dell'attesa, il rapporto con la tensione muscolare e la riduzione graduale dell'evitamento — per gradi concordati, mai forzando.
Si parte da quello che succede adesso, e le domande le faccio io. È un ambito in cui il pudore è la regola e non è un ostacolo.
Domande frequenti
No. Il dolore è un'esperienza reale prodotta dal sistema nervoso, indipendentemente da dove si trovi la sua causa iniziale, e il fatto che una componente psicologica partecipi al mantenimento non lo rende immaginario. Detto questo, "è psicologico" viene a volte usato come conclusione quando gli accertamenti non hanno trovato nulla — e in quel caso vale la pena verificare che siano stati fatti tutti quelli indicati.
Al ginecologo o all'urologo, o al medico curante se preferisci partire da lì. Le cause organiche del dolore sono frequenti e in buona parte trattabili, e vanno escluse prima. Il lavoro psicologico non sostituisce quel passaggio: procede accanto, e spesso i due percorsi vanno avanti insieme.
No, anche se è più frequente nelle donne. Negli uomini il dolore durante i rapporti può essere legato a prostatiti, a problemi del frenulo o a condizioni dermatologiche, e il circolo fra dolore e attesa si instaura allo stesso modo. La valutazione medica resta il primo passo in entrambi i casi.

Dr. Giuseppe Iannone — Psicoterapeuta
PRIMO PASSO