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AREA DI INTERVENTO

Disfunzioni sessuali

Più si cerca di controllare una risposta del corpo, meno quella risposta arriva.

Durata
45 minuti
Modalità
In studio e online
Lingue
Italiano e inglese
Dove
Milano, Monza, Cernusco sul Naviglio

Ti riconosci?

Frasi che sento spesso in studio. Riconoscersi in una di queste non significa avere un disturbo.

Vorrei lasciarmi andare, ma il desiderio non parte. È come se qualcosa dentro fosse spento.

Più cerco di controllare l'erezione, più la perdo. E ho paura che succeda di nuovo.

Più provo a resistere, meno riesco a farlo.

Più mi concentro, più sembra impossibile arrivare all'orgasmo.

Vorrei vivere l'intimità con serenità, ma il mio corpo si irrigidisce prima di me perché ho paura di provare dolore.

Vivo l'intimità come un esame da superare e, invece di godermi il momento, controllo continuamente se sto funzionando.

I disturbi d'ansia, uno per uno

Disfunzioni sessuali: perché il controllo peggiora le cose

C'è un tratto comune a quasi tutte le difficoltà sessuali, ed è controintuitivo: più si prova a governare la risposta, meno la risposta arriva.

L'eccitazione, l'erezione, il desiderio, l'orgasmo non sono azioni volontarie. Sono risposte che si producono quando l'attenzione è altrove — su chi si ha davanti, su quello che si sta facendo. Nel momento in cui l'attenzione si sposta sul funzionamento, la risposta si interrompe.

Da qui nasce quasi sempre il circolo. Un episodio va male. La volta dopo si arriva già in allerta, verificando. La verifica occupa esattamente lo spazio mentale che servirebbe alla risposta. L'episodio va male di nuovo, e ora c'è una prova.

Ansia da prestazione sessuale

È la forma più frequente, e quella che descrive meglio il meccanismo.

L'intimità diventa un esame. C'è un risultato atteso, c'è chi valuta — spesso solo nella propria testa — e c'è la paura di non essere all'altezza. In quelle condizioni il corpo fa esattamente quello che farebbe in qualsiasi situazione percepita come una prova: si attiva l'allarme, e l'allarme è incompatibile con l'eccitazione.

Non è una questione di volontà o di attrazione. Molte persone che ne soffrono desiderano il partner senza alcun dubbio: è proprio questo a rendere la cosa incomprensibile dall'interno.

Disfunzione erettile e calo del desiderio

Sono due difficoltà diverse e vanno distinte, anche se spesso arrivano insieme.

Nella disfunzione erettile il corpo non risponde come ci si aspetta, e il tentativo di controllare la risposta la rende meno probabile. Nel calo del desiderio non c'è un tentativo fallito: manca l'avvio, e questo produce spesso più senso di colpa che paura.

Il calo del desiderio raramente ha una sola causa. Contano lo stress prolungato, il sonno, la fase della relazione, i farmaci in corso, e quello che è successo intorno. Trattarlo come un problema solo sessuale spesso significa guardare nel posto sbagliato.

Prima di tutto: la valutazione medica. La disfunzione erettile può avere cause vascolari, ormonali, metaboliche o farmacologiche. Il calo del desiderio anche. Un accertamento medico non è un passaggio burocratico: è il primo.

Eiaculazione precoce e ritardata

Anche qui il controllo è il centro della difficoltà, in due direzioni opposte.

Nell'eiaculazione precoce si prova a trattenere, e lo sforzo di trattenere aumenta l'attivazione. Nell'eiaculazione ritardata si prova a raggiungere, e lo sforzo di raggiungere sposta l'attenzione sul risultato invece che sulla sensazione.

Sono due esperienze diverse, ma il meccanismo che le mantiene è lo stesso: un'attenzione che sorveglia invece di partecipare.

Dolore durante i rapporti

Quando l'intimità è associata al dolore, il corpo impara ad anticiparlo. La tensione muscolare arriva prima del pensiero, e spesso prima del contatto.

Si crea un circolo particolarmente difficile: la paura del dolore produce tensione, la tensione produce dolore, il dolore conferma la paura.

Anche qui la valutazione medica viene prima, e in questo caso è non negoziabile: il dolore durante i rapporti ha cause organiche possibili che vanno escluse da uno specialista prima di qualsiasi lavoro psicologico.

Psicoterapia per le difficoltà sessuali a Milano, Monza e Cernusco

Ricevo in due studi a Milano, a Monza e a Cernusco sul Naviglio, oppure online. Lavoro in italiano e in inglese.

Il primo incontro serve a capire di cosa stiamo parlando: da quanto tempo, in quali circostanze, se succede sempre o solo in certe situazioni, cosa è già stato fatto. È una conversazione clinica, non un interrogatorio, e non richiede di raccontare più di quello che si vuole raccontare.

Da lì il lavoro riguarda tre cose: capire il meccanismo specifico che mantiene la difficoltà, ridurre il ruolo della verifica e del controllo, e — dove c'è un partner — lavorare su come la difficoltà viene comunicata, perché il silenzio intorno a questi temi ne è quasi sempre una parte.

Molte di queste difficoltà hanno una componente ansiosa riconoscibile, e questo è il terreno su cui lavoro da anni.

Quando ha senso chiedere aiuto

— È già stata fatta una valutazione medica?

— Sto evitando l'intimità per non trovarmi in quella situazione?

— Controllo, durante, se sto funzionando?

— Ne ho parlato con il partner, o ci giro intorno?

Non serve che la difficoltà sia costante per parlarne.

Domande frequenti

Sì, se non è già stata fatta. Disfunzione erettile, calo del desiderio e dolore durante i rapporti hanno tutti cause organiche possibili, che vanno escluse da un medico prima o accanto al lavoro psicologico.

No. Servono le informazioni cliniche necessarie a capire il meccanismo, non un resoconto. Si procede al ritmo che è sostenibile.

Non necessariamente. Molto del lavoro è individuale. In alcuni casi un incontro insieme è utile, ma si valuta, non si dà per scontato.

Sì. Gli incontri online hanno la stessa durata e lo stesso costo di quelli in studio. Per alcune persone la distanza rende più facile affrontare questi temi.

In due studi a Milano, a Monza e a Cernusco sul Naviglio, oppure online.

Giuseppe Iannone, ritratto.

Dr. Giuseppe Iannone — Psicoterapeuta

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