
Chi sono
Conosco l'ansia da vicino
Psicologo - psicoterapeuta. Mi occupo di ansia e attacchi di panico, per aiutare chi ne soffre a non lasciare che siano loro a scegliere come vivere e a ritrovare libertà, sicurezza e possibilità di scelta.
- ALBO DEGLI PSICOLOGI DELLA LOMBARDIAn. 18949
- RICERCASette lavori pubblicati
- STUDIMilano · Monza · Cernusco
- LINGUEItaliano e inglese
DI COSA MI OCCUPO
Se sei qui, probabilmente è per una di queste cose
Mi occupo di ansia e attacchi di panico e di ciò che può svilupparsi intorno ad essi: la paura di stare male o di perdere il controllo, l’evitamento di luoghi e situazioni, l’ansia sociale, la preoccupazione per la propria salute e quella difficoltà a spegnere la mente che può rendere difficile anche dormire.
Lavoro anche con il trauma: con ciò che è accaduto e continua a farsi sentire nel presente, anche quando non è sempre facile comprenderne l’origine. Può trattarsi di un evento improvviso o particolarmente doloroso, come un incidente, una perdita, una violenza o un’esperienza di forte minaccia, ma anche di esperienze ripetute nel tempo: crescere in un ambiente imprevedibile, vivere relazioni segnate da paura, controllo o svalutazione, sentirsi a lungo senza protezione o dover essere sempre in allerta. A volte il passato sembra lontano, ma continua a influenzare il modo in cui ci sentiamo nel presente: nel corpo, nelle relazioni, nella fiducia, nella capacità di rilassarci o nel bisogno di controllare ciò che accade. Il lavoro terapeutico può aiutare a comprendere questo legame e a costruire un modo diverso di stare con se stessi e con gli altri.
Come sessuologo, mi occupo delle difficoltà che possono emergere nella vita di coppia e nella sessualità, aiutando a comprendere ciò che può ostacolare il desiderio, l’intimità e la possibilità di vivere la sessualità con maggiore libertà e serenità.
Ansia e disturbi d'ansia6 sottotemi
Attacchi di panico e agorafobia
Stress e burnout
Difficoltà nelle relazioni
Terapia di coppia
Disfunzioni sessuali
Trauma e memoria del corpoFORMAZIONE ED ESPERIENZA CLINICA
Diciotto anni fra formazione clinica, ricerca e reparti.
Maastricht
UniversityNeuroscienze Cognitive e Cliniche
Clinica PsyQ,
MaastrichtPsychologist in-training, Dipartimento Disturbi d'Ansia
Mental Health and Neuroscience
Research Institute, MaastrichtRicerca clinica su ansia e panico
VSBM Dipartimento di
Neuroscienze Cliniche, ComoRicercatore clinica su ansia e panico
IRCCS Policlinico
Maggiore, MilanoPsicologo - Reparto di Psichiatria
IRCCS Fatebenefratelli,
BresciaRicercatore clinico- Reparto di psichiatria epidemiologica e valutativa
IL PERCORSO
Le tappe del percorso
**Dai Paesi Bassi all'Italia: un percorso di studi, ricerca e formazione clinica che mi hanno portato a diventare il professionista che sono oggi.**
Siena
L'INIZIOIl mio percorso verso la psicoterapia non è iniziato con lo studio della psicologiaÈ iniziato studiando filologia a Siena. , imparando a leggere i testi nel loro contesto, a cogliere ciò che si nasconde dietro le parole e a confrontarmi con la complessità dei significati. Sono poi arrivati gli anni di insegnamento in Italia, nei Paesi Bassi e in Germania: anni in cui ho imparato quanto ogni persona abbia un proprio modo di dare forma e significato alla propria esperienza.
La filologia studia i testi per comprenderne parole, significati e contesto; la psicoterapia, in un certo senso, compie un lavoro affine: ascolta la storia che una persona racconta per comprenderne i significati, le connessioni e il modo in cui prende forma nella sua esperienza.
Paesi Bassi
LO SWITCHDalla filologia alle neuroscienzeDa lì il percorso si è spostato sempre più verso la ricerca. Dopo la laurea in Psicologia ho conseguito un Master di ricerca in Neuroscienze Cognitive e Cliniche e la specializzazione in Psicopatologia all’Università di Maastricht.
Maastricht
FORMAZIONE E RICERCANeuroscienze Cognitive e Cliniche e PsicopatologiaDopo aver concluso gli studi in Neuroscienze Cognitive e Cliniche a Maastricht, con specializzazione in Psicopatologia ho svolto un tirocinio clinico presso il Dipartimento dei Disturbi d'Ansia della clinica PsyQ
L'interesse per la ricerca mi ha portato a un secondo tirocinio, su stress e resilienza, alla Mental Health School of Neuroscience di Maastricht, con uno studio translazionale, sui meccanismi di resilienza nei topi e nei gemelli umani.
«Un laboratorio al piano meno uno, a contare neuroni nell'ippocampo di topi al microscopio ottico. Cercavo di capire se certi topi nascessero più geneticamente preparati di altri ad affrontare lo stress.»
Milano
SPECIALIZZAZIONELa scuola di psicoterapia e la ricerca in ItaliaRientrato in Italia ho lavorato come ricercatore clinico presso il dipartimento di neuroscienze cliniche della VSBM di Como e presso l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, nel reparto di psichiatria epidemiologica e valutativa.
Successivamente ho svolto un tirocinio di dodici mesi nel reparto di Psichiatria dell'IRCCS Policlinico Maggiore, dove ho lavorato con pazienti affetti da psicosi, disturbo bipolare e disturbi di personalità.
Ho conseguito il diploma di specializzazione in psicoterapia cognitiva neuropsicologica a Pavia e approfondito la prospettiva fenomenologica nella formazione psicoterapeutica a Milano.
Brescia
RICERCA CLINICAPsichiatria epidemiologicaPer un anno ho lavorato come ricercatore nel Dipartimento di Psichiatria Epidemiologica dell'IRCCS Fatebenefratelli, dove ho pubblicato una meta-analisi sull'accettabilità delle misure di rilevamento dell'umore nei pazienti con depressione.
Nello stesso periodo ho condotto giornate di formazione sull'uso di una batteria di test neuropsicologici e somministrato test in contesti di psichiatria forense.
Oggi
OGGINon sono un tuttologoLavoro in italiano e in inglese. Negli anni ho accompagnato persone arrivate a Milano da ogni parte del mondo: studiare e vivere all'estero mi ha insegnato quanto conti potersi raccontare nella lingua in cui ci si sente a casa.
Oggi mi occupo esclusivamente di ansia e panico, e delle difficoltà che li accompagnano. Ricevo a Milano, Monza, Cernusco sul Naviglio e online.
«Non sono un tuttologo — e lo considero un punto di forza.»
IL PERCORSO
Le tappe del percorso
**Dai Paesi Bassi all'Italia: un percorso di studi, ricerca e formazione clinica che mi hanno portato a diventare il professionista che sono oggi.**
Siena
È iniziato studiando filologia a Siena. , imparando a leggere i testi nel loro contesto, a cogliere ciò che si nasconde dietro le parole e a confrontarmi con la complessità dei significati. Sono poi arrivati gli anni di insegnamento in Italia, nei Paesi Bassi e in Germania: anni in cui ho imparato quanto ogni persona abbia un proprio modo di dare forma e significato alla propria esperienza.
La filologia studia i testi per comprenderne parole, significati e contesto; la psicoterapia, in un certo senso, compie un lavoro affine: ascolta la storia che una persona racconta per comprenderne i significati, le connessioni e il modo in cui prende forma nella sua esperienza.
Paesi Bassi
Da lì il percorso si è spostato sempre più verso la ricerca. Dopo la laurea in Psicologia ho conseguito un Master di ricerca in Neuroscienze Cognitive e Cliniche e la specializzazione in Psicopatologia all’Università di Maastricht.
Maastricht
Dopo aver concluso gli studi in Neuroscienze Cognitive e Cliniche a Maastricht, con specializzazione in Psicopatologia ho svolto un tirocinio clinico presso il Dipartimento dei Disturbi d'Ansia della clinica PsyQ
L'interesse per la ricerca mi ha portato a un secondo tirocinio, su stress e resilienza, alla Mental Health School of Neuroscience di Maastricht, con uno studio translazionale, sui meccanismi di resilienza nei topi e nei gemelli umani.
«Un laboratorio al piano meno uno, a contare neuroni nell'ippocampo di topi al microscopio ottico. Cercavo di capire se certi topi nascessero più geneticamente preparati di altri ad affrontare lo stress.»
Milano
Rientrato in Italia ho lavorato come ricercatore clinico presso il dipartimento di neuroscienze cliniche della VSBM di Como e presso l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, nel reparto di psichiatria epidemiologica e valutativa.
Successivamente ho svolto un tirocinio di dodici mesi nel reparto di Psichiatria dell'IRCCS Policlinico Maggiore, dove ho lavorato con pazienti affetti da psicosi, disturbo bipolare e disturbi di personalità.
Ho conseguito il diploma di specializzazione in psicoterapia cognitiva neuropsicologica a Pavia e approfondito la prospettiva fenomenologica nella formazione psicoterapeutica a Milano.
Brescia
Per un anno ho lavorato come ricercatore nel Dipartimento di Psichiatria Epidemiologica dell'IRCCS Fatebenefratelli, dove ho pubblicato una meta-analisi sull'accettabilità delle misure di rilevamento dell'umore nei pazienti con depressione.
Nello stesso periodo ho condotto giornate di formazione sull'uso di una batteria di test neuropsicologici e somministrato test in contesti di psichiatria forense.
Oggi
Lavoro in italiano e in inglese. Negli anni ho accompagnato persone arrivate a Milano da ogni parte del mondo: studiare e vivere all'estero mi ha insegnato quanto conti potersi raccontare nella lingua in cui ci si sente a casa.
Oggi mi occupo esclusivamente di ansia e panico, e delle difficoltà che li accompagnano. Ricevo a Milano, Monza, Cernusco sul Naviglio e online.
«Non sono un tuttologo — e lo considero un punto di forza.»

Il corpo partecipa all’ansia. E deve partecipare anche al cambiamento.
IL CORPO
Lavoriamo su più livelli
Nell’ansia corpo, pensieri e attenzione si influenzano continuamente. Un battito accelerato può attirare l’attenzione, un pensiero può amplificare l’allarme, e l’allarme può portare a controllare ancora di più ciò che accade nel corpo. Per questo possiamo lavorare su più livelli: imparare a riconoscere i segnali corporei senza interpretarli immediatamente come una minaccia, modificare il rapporto con i pensieri e interrompere quei meccanismi che finiscono per alimentare l’ansia.
La dimensione neuropsicologica non è un accessorio del mio lavoro. È parte del modo in cui ho scelto di formarmi: ho studiato neuroscienze prima di diventare psicoterapeuta, perché volevo comprendere più a fondo il rapporto tra cervello, corpo, emozioni ed esperienza.

«Spegnere la spia non ripara il guasto.»
I SINTOMI
Una spia sul cruscotto
Si può tagliare il filo che porta il segnale luminoso e continuare a guidare. Si avrebbe l'illusione che il guasto non ci sia.
Non ho nulla contro i farmaci: in molti casi sono alleati preziosi, soprattutto insieme alla psicoterapia. Ma quando i sintomi vengono soltanto spenti, la domanda che li ha prodotti resta senza risposta.
In psicoterapia si va a leggere, interpretare e comprendere il significato dei sintomi, e a contestualizzarli in una storia — la tua.
Titoli e formazione
Ricerca e clinica sono i due pilastri del mio lavoro
Una formazione costruita tra ricerca e clinica.
Ordine degli Psicologi della Lombardia n.18949

**Non è necessario sapere già “che cosa hai”. Possiamo partire da quello che stai vivendo, anche se non sai ancora come definirlo.**
**Può essere semplicemente il modo in cui qualcosa che finora era difficile da spiegare comincia a prendere forma.**
COME LAVOREREMO
RICERCHE PUBBLICATE
Lavori pubblicati
Due dei lavori sono liberamente consultabili online.
De Girolamo G., Iannone G., et al.
Depression and Anxiety, 2020
Are anxiety disorders associated with accelerated aging? A focus on neuroprogression
Perna G., Iannone G., Alciati A., Caldirola D.
Neural Plasticity, 2016
Different effects of cigarette smoking on neuropsychological performance in psychiatric disorders
Caldirola D., Iannone G., Diaferia G., Perna G.
In: The Neuropathology of Drug Addictions and Substance Misuse, a cura di Preedy V. — Academic Press, 2015
The neurobiology of Generalized Anxiety Disorder
Perna G., Iannone G., Torti T., Cavedini P.
In: New Perspectives on Generalized Anxiety Disorder, a cura di Guglielmo G., Janiri L., Pozzi G. — Nova Science Publishers, 2014
L'impatto dei traumi infantili sulle funzioni neuropsicologiche. Uno studio in pazienti con Disturbo Bipolare
Iannone G., Caldirola D., Di Chiaro V., Daccò S., Micieli W., Perna G.
19° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Milano
La relazione tra trauma infantile, genere, età ed esordio di malattia in una popolazione psichiatrica adulta
Perna G., Sangiorgio E., Pozzi V., Iannone G., Caldirola D.
18° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Torino, 2014
Associazione tra emotività espressa, trauma infantile e temperamento in pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo
Vanni G., Piccinni M., Borriello G., Iannone G., Cavedini P., Perna G.
18° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Torino, 2014
De Girolamo G., Iannone G., et al.
Depression and Anxiety, 2020
Are anxiety disorders associated with accelerated aging? A focus on neuroprogression
Perna G., Iannone G., Alciati A., Caldirola D.
Neural Plasticity, 2016
Different effects of cigarette smoking on neuropsychological performance in psychiatric disorders
Caldirola D., Iannone G., Diaferia G., Perna G.
In: The Neuropathology of Drug Addictions and Substance Misuse, a cura di Preedy V. — Academic Press, 2015
The neurobiology of Generalized Anxiety Disorder
Perna G., Iannone G., Torti T., Cavedini P.
In: New Perspectives on Generalized Anxiety Disorder, a cura di Guglielmo G., Janiri L., Pozzi G. — Nova Science Publishers, 2014
L'impatto dei traumi infantili sulle funzioni neuropsicologiche. Uno studio in pazienti con Disturbo Bipolare
Iannone G., Caldirola D., Di Chiaro V., Daccò S., Micieli W., Perna G.
19° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Milano
La relazione tra trauma infantile, genere, età ed esordio di malattia in una popolazione psichiatrica adulta
Perna G., Sangiorgio E., Pozzi V., Iannone G., Caldirola D.
18° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Torino, 2014
Associazione tra emotività espressa, trauma infantile e temperamento in pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo
Vanni G., Piccinni M., Borriello G., Iannone G., Cavedini P., Perna G.
18° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Torino, 2014
COME LAVOREMO INSIEME
Cosa puoi aspettarti dalla terapia?
Forse ti stai chiedendo come sarà il primo incontro, cosa succederà e da dove inizieremo. È una domanda più che legittima: della psicoterapia si parla molto, ma si racconta ancora poco di come sia davvero iniziare un percorso.
Il primo incontro
**Il primo incontro dura circa 45 minuti — 60 minuti se si tratta di una terapia di coppia.** Partiamo da ciò che ti porta qui: cosa sta succedendo, da quanto tempo, in quali situazioni si manifesta e che cosa hai già provato a fare. Non devi arrivare con tutto chiaro, né sapere già come spiegare quello che stai vivendo. **Ti aiuterò io, con le domande giuste, a mettere a fuoco ciò che sta accadendo e a capire insieme da dove possiamo cominciare.**
**Il primo incontro ci aiuta a comprendere meglio ciò che stai vivendo e valutare insieme se e come proseguire.** **Il primo incontro serve a due cose: comprendere meglio ciò che stai vivendo e valutare insieme se e come proseguire.** Partendo da quello che mi racconti, metteremo a fuoco ciò che sta succedendo, i meccanismi che possono mantenere i sintomi e gli aspetti su cui può essere utile lavorare. **L’obiettivo è uscire dal primo incontro con una comprensione più chiara di ciò che ti sta accadendo e con una direzione concreta per affrontarlo.**
Gli incontri successivi
I primi due o tre incontri hanno una cadenza di uno ogni 7-10 giorni. È una fase in cui è importante conoscersi, comprendere bene ciò che stai vivendo e costruire insieme il percorso. Con il procedere della terapia, la frequenza può diradarsi, di solito a un incontro ogni due o tre settimane, seguendo i tuoi bisogni e l’andamento del lavoro.
**Il lavoro procede su due binari: capire il meccanismo — non l’ansia in generale, ma la tua — e recuperare progressivamente lo spazio che l’ansia ha finito per restringere.** Capire cosa la attiva, cosa la mantiene e come si inserisce nella tua esperienza serve a interrompere quei circoli che la alimentano. Allo stesso tempo, lavoriamo per tornare a fare ciò che hai iniziato a evitare, con tempi e modalità sostenibili per te.
Fra un incontro e l'altro
**Il lavoro non si esaurisce in seduta.** Tra un incontro e l’altro teniamo un "diario di bordo" in cui annotiamo ciò che accade nella vita quotidiana — quando compare l’ansia, in quali situazioni, cosa la precede e come reagisci. **Non sono soltanto compiti da svolgere per “fare bene” la terapia, ma strumenti per comprendere meglio ciò che vivi e portare il lavoro terapeutico nella tua esperienza quotidiana.**
**L’automonitoraggio serve a una cosa precisa: osservare l’ansia mentre accade.** A distanza di giorni, infatti, tende a rimanere soprattutto l’impressione generale — “sono stato molto in ansia” — mentre si perdono i dettagli: cosa è successo, quale pensiero è comparso, cosa hai notato nel corpo, cosa hai fatto subito dopo. **Ed è proprio in quei passaggi, spesso molto rapidi, che possiamo individuare i meccanismi su cui lavorare.**
**Quello che osserviamo tra un incontro e l’altro diventa materiale di lavoro nella seduta successiva.** L’automonitoraggio ci permette di tornare a situazioni concrete, invece di affidarci soltanto al ricordo: cosa è successo, cosa hai notato, cosa hai pensato e come hai reagito. Da lì possiamo riconoscere insieme i meccanismi che si attivano e capire dove intervenire. **La terapia, così, non rimane qualcosa di astratto: parte da ciò che accade realmente nella tua vita.**
Cosa non faccio
**Non sono un medico e non prescrivo farmaci, ma la mia formazione comprende anche lo studio della psicofarmacologia e del rapporto tra farmaci, sintomi ed esperienza psicologica.**
Quando una terapia farmacologica è già in corso, ne tengo conto nel lavoro psicoterapeutico; quando emerge l’opportunità di valutarla, mi confronto con il medico curante o con lo psichiatra, così che gli aspetti psicologici e farmacologici possano essere considerati insieme.

Dr. Giuseppe Iannone — Psicoterapeuta
PRIMO PASSO