
Chi sono
Conosco l'ansia da vicino.
Psicologo psicoterapeuta. Mi occupo di ansia e attacchi di panico — e ci sono arrivato passandoci.
- ALBO DEGLI PSICOLOGIn. 18949, Lombardia
- RICERCASette lavori pubblicati
- STUDIMilano · Monza · Cernusco
- LINGUEItaliano e inglese
DI COSA MI OCCUPO
Se sei qui, probabilmente è per una di queste cose
Lavoro con l'ansia e con gli attacchi di panico, e con le difficoltà che gli si costruiscono intorno: l'agorafobia, la claustrofobia, l'ansia sociale, la preoccupazione per la salute, l'insonnia che arriva quando la testa non si ferma.
Lavoro anche con lo stress prolungato e il burnout, con le difficoltà nelle relazioni, con la terapia di coppia e con le disfunzioni sessuali — che nella maggior parte dei casi hanno una componente ansiosa riconoscibile, anche quando non sembra.
E lavoro con il trauma: quello che ha una data e quello che non ce l'ha.
Ansia e disturbi d'ansia6 sottotemi
Attacchi di panico e agorafobia
Stress e burnout
Difficoltà nelle relazioni
Terapia di coppia
Disfunzioni sessuali
Trauma e memoria del corpoFORMAZIONE E ESPERIENZA CLINICA
Diciotto anni fra formazione clinica, ricerca e reparti.
Maastricht
UniversityNeuroscienze Cognitive e Cliniche
Clinica PsyQ,
MaastrichtDipartimento Disturbi d'Ansia
Università
Milano-BicoccaPsicologia
IRCCS Policlinico
MaggioreReparto di Psichiatria
IRCCS Fatebenefratelli,
BresciaPsichiatria epidemiologica
IL PERCORSO
Le tappe di un percorso
Da Siena a Brescia, con qualche tappa lungo la strada: la formazione, i primi passi, gli incontri che mi hanno portato a fare questo lavoro.
Siena
L'INIZIOUn'esperienza a cui non sapevo dare un nomeEra il 2001. Studiavo Filologia all'Università per Stranieri e della psicologia non sapevo nulla. Un giorno, durante una lezione, il cuore ha iniziato a correre all'improvviso: testa leggera, respiro corto, la sensazione di essere staccato dal mio corpo e dall'aula.
Era un attacco di panico — ma allora non sapevo dargli un nome.
«Da quel giorno ho iniziato a evitare. Il supermercato, il cinema, l'ascensore, i mezzi. Era diventata la mia strategia.»
Amsterdam
IL NOMEDare un nome cambia la direzioneDopo la laurea ho ottenuto un posto come docente di lingua e cultura italiana ad Amsterdam. Nel frattempo quell'esperienza si era ripresentata più volte, ed è lì che per la prima volta ho chiesto aiuto a uno psicoterapeuta.
Dare un nome e un senso a quello che mi succedeva ha cambiato la direzione della mia vita: ho deciso di ricominciare dagli studi e di dedicarmi alla psicologia.
Maastricht
FORMAZIONE E RICERCANeuroscienze Cognitive e ClinicheMi sono iscritto di nuovo all'università, questa volta a Psicologia, e ho concluso gli studi in Neuroscienze Cognitive e Cliniche a Maastricht, con specializzazione in Psicopatologia. Poi un tirocinio clinico nel Dipartimento dei Disturbi d'Ansia della clinica PsyQ, dove conducevo sedute di gruppo di psicoeducazione.
L'interesse per la ricerca mi ha portato a un secondo tirocinio, su stress e resilienza, alla Mental Health School of Neuroscience.
«Un laboratorio al piano meno uno, a contare neuroni nell'ippocampo di topi al microscopio ottico. Cercavo di capire se certi topi nascano più preparati di altri ad affrontare lo stress.»
Milano
SPECIALIZZAZIONELa scuola di psicoterapiaRientrato in Italia ho vinto due borse di ricerca biennali sulle alterazioni fisiologiche del disturbo di panico, e ho conseguito il Diploma di specializzazione in Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica: quattro anni.
In quegli anni ho svolto un tirocinio di dodici mesi nel reparto di Psichiatria dell'IRCCS Policlinico Maggiore, con pazienti affetti da psicosi, disturbo bipolare e disturbi di personalità.
Brescia
RICERCA CLINICAPsichiatria epidemiologicaPer un anno ho lavorato come ricercatore nel Dipartimento di Psichiatria Epidemiologica dell'IRCCS Fatebenefratelli, dove ho pubblicato una meta-analisi sull'accettabilità delle misure di rilevamento dell'umore nei pazienti con depressione.
Nello stesso periodo ho condotto giornate di formazione sull'uso di una batteria di test neuropsicologici e somministrato test in contesti di psichiatria forense.
Oggi
OGGINon sono un tuttologoLavoro in italiano e in inglese. Negli anni ho accompagnato persone arrivate a Milano da ogni parte del mondo: studiare e vivere all'estero mi ha insegnato quanto conti potersi raccontare nella lingua in cui ci si sente a casa.
Oggi mi occupo esclusivamente di ansia e panico, e delle difficoltà che li accompagnano. Ricevo a Milano, Monza, Cernusco sul Naviglio e online.
«Non sono un tuttologo — e lo considero un punto di forza.»
IL PERCORSO
Le tappe di un percorso
Da Siena a Brescia, con qualche tappa lungo la strada: la formazione, i primi passi, gli incontri che mi hanno portato a fare questo lavoro.
Siena
Era il 2001. Studiavo Filologia all'Università per Stranieri e della psicologia non sapevo nulla. Un giorno, durante una lezione, il cuore ha iniziato a correre all'improvviso: testa leggera, respiro corto, la sensazione di essere staccato dal mio corpo e dall'aula.
Era un attacco di panico — ma allora non sapevo dargli un nome.
«Da quel giorno ho iniziato a evitare. Il supermercato, il cinema, l'ascensore, i mezzi. Era diventata la mia strategia.»
Amsterdam
Dopo la laurea ho ottenuto un posto come docente di lingua e cultura italiana ad Amsterdam. Nel frattempo quell'esperienza si era ripresentata più volte, ed è lì che per la prima volta ho chiesto aiuto a uno psicoterapeuta.
Dare un nome e un senso a quello che mi succedeva ha cambiato la direzione della mia vita: ho deciso di ricominciare dagli studi e di dedicarmi alla psicologia.
Maastricht
Mi sono iscritto di nuovo all'università, questa volta a Psicologia, e ho concluso gli studi in Neuroscienze Cognitive e Cliniche a Maastricht, con specializzazione in Psicopatologia. Poi un tirocinio clinico nel Dipartimento dei Disturbi d'Ansia della clinica PsyQ, dove conducevo sedute di gruppo di psicoeducazione.
L'interesse per la ricerca mi ha portato a un secondo tirocinio, su stress e resilienza, alla Mental Health School of Neuroscience.
«Un laboratorio al piano meno uno, a contare neuroni nell'ippocampo di topi al microscopio ottico. Cercavo di capire se certi topi nascano più preparati di altri ad affrontare lo stress.»
Milano
Rientrato in Italia ho vinto due borse di ricerca biennali sulle alterazioni fisiologiche del disturbo di panico, e ho conseguito il Diploma di specializzazione in Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica: quattro anni.
In quegli anni ho svolto un tirocinio di dodici mesi nel reparto di Psichiatria dell'IRCCS Policlinico Maggiore, con pazienti affetti da psicosi, disturbo bipolare e disturbi di personalità.
Brescia
Per un anno ho lavorato come ricercatore nel Dipartimento di Psichiatria Epidemiologica dell'IRCCS Fatebenefratelli, dove ho pubblicato una meta-analisi sull'accettabilità delle misure di rilevamento dell'umore nei pazienti con depressione.
Nello stesso periodo ho condotto giornate di formazione sull'uso di una batteria di test neuropsicologici e somministrato test in contesti di psichiatria forense.
Oggi
Lavoro in italiano e in inglese. Negli anni ho accompagnato persone arrivate a Milano da ogni parte del mondo: studiare e vivere all'estero mi ha insegnato quanto conti potersi raccontare nella lingua in cui ci si sente a casa.
Oggi mi occupo esclusivamente di ansia e panico, e delle difficoltà che li accompagnano. Ricevo a Milano, Monza, Cernusco sul Naviglio e online.
«Non sono un tuttologo — e lo considero un punto di forza.»

«Il respiro non segue la paura. La precede.»
IL CORPO
Il corpo arriva prima del pensiero
Nell'ansia il corpo arriva prima del pensiero. Il respiro, l'attenzione ai segnali corporei, il modo in cui si reagisce a un battito accelerato: sono cose su cui si può lavorare direttamente, e spesso sono il punto da cui si comincia.
Non è un accessorio del percorso. È il motivo per cui ho studiato neuroscienze prima di diventare psicoterapeuta.

«Spegnere la spia non ripara il guasto.»
I SINTOMI
Una spia sul cruscotto
Si può tagliare il filo che porta il segnale luminoso e continuare a guidare. Si avrebbe l'illusione che il guasto non ci sia.
Non ho nulla contro i farmaci: in molti casi sono alleati preziosi, soprattutto insieme alla psicoterapia. Ma quando i sintomi vengono soltanto spenti, la domanda che li ha prodotti resta senza risposta.
In psicoterapia si va a leggere il significato dei sintomi, e a contestualizzarli in una storia — la tua.
Titoli e formazione
Ricerca e clinica sono i due pilastri del mio lavoro
Una formazione costruita tra ricerca e clinica.
Ordine degli Psicologi della Lombardia n.18949

Riconoscersi in un elenco non è una diagnosi.
È il punto da cui si comincia a capire cosa sta succedendo, e cosa se ne può fare.
COME LAVORO
RICERCA PUBBLICATA
Lavori pubblicati
Due dei lavori sono liberamente consultabili online.
De Girolamo G., Iannone G., et al.
Depression and Anxiety, 2020
Are anxiety disorders associated with accelerated aging? A focus on neuroprogression
Perna G., Iannone G., Alciati A., Caldirola D.
Neural Plasticity, 2016
Different effects of cigarette smoking on neuropsychological performance in psychiatric disorders
Caldirola D., Iannone G., Diaferia G., Perna G.
In: The Neuropathology of Drug Addictions and Substance Misuse, a cura di Preedy V. — Academic Press, 2015
The neurobiology of Generalized Anxiety Disorder
Perna G., Iannone G., Torti T., Cavedini P.
In: New Perspectives on Generalized Anxiety Disorder, a cura di Guglielmo G., Janiri L., Pozzi G. — Nova Science Publishers, 2014
L'impatto dei traumi infantili sulle funzioni neuropsicologiche. Uno studio in pazienti con Disturbo Bipolare
Iannone G., Caldirola D., Di Chiaro V., Daccò S., Micieli W., Perna G.
19° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Milano
La relazione tra trauma infantile, genere, età ed esordio di malattia in una popolazione psichiatrica adulta
Perna G., Sangiorgio E., Pozzi V., Iannone G., Caldirola D.
18° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Torino, 2014
Associazione tra emotività espressa, trauma infantile e temperamento in pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo
Vanni G., Piccinni M., Borriello G., Iannone G., Cavedini P., Perna G.
18° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Torino, 2014
De Girolamo G., Iannone G., et al.
Depression and Anxiety, 2020
Are anxiety disorders associated with accelerated aging? A focus on neuroprogression
Perna G., Iannone G., Alciati A., Caldirola D.
Neural Plasticity, 2016
Different effects of cigarette smoking on neuropsychological performance in psychiatric disorders
Caldirola D., Iannone G., Diaferia G., Perna G.
In: The Neuropathology of Drug Addictions and Substance Misuse, a cura di Preedy V. — Academic Press, 2015
The neurobiology of Generalized Anxiety Disorder
Perna G., Iannone G., Torti T., Cavedini P.
In: New Perspectives on Generalized Anxiety Disorder, a cura di Guglielmo G., Janiri L., Pozzi G. — Nova Science Publishers, 2014
L'impatto dei traumi infantili sulle funzioni neuropsicologiche. Uno studio in pazienti con Disturbo Bipolare
Iannone G., Caldirola D., Di Chiaro V., Daccò S., Micieli W., Perna G.
19° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Milano
La relazione tra trauma infantile, genere, età ed esordio di malattia in una popolazione psichiatrica adulta
Perna G., Sangiorgio E., Pozzi V., Iannone G., Caldirola D.
18° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Torino, 2014
Associazione tra emotività espressa, trauma infantile e temperamento in pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo
Vanni G., Piccinni M., Borriello G., Iannone G., Cavedini P., Perna G.
18° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI), Torino, 2014
COME LAVORO
Cosa succede, concretamente
Molte persone arrivano senza sapere cosa aspettarsi. È ragionevole: della psicoterapia si parla molto e si racconta poco.
Il primo incontro
Dura quarantacinque minuti — sessanta se venite in coppia. Mi racconti cosa succede — da quanto, in quali situazioni, cosa hai già provato a fare. Non è un test e non richiede di aver già capito qualcosa: le domande le faccio io.
Serve a due cose: capire di cosa stiamo parlando, e valutare insieme se e come proseguire. Non comporta impegno a continuare.
Gli incontri successivi
I primi due o tre incontri sono ravvicinati: settimanali, o a distanza di una decina di giorni. Poi il ritmo si allarga, di solito un incontro ogni due o tre settimane.
Il lavoro procede su due binari: capire il meccanismo — non l'ansia in generale, ma la tua — e ricostruire margine dove il campo si era ristretto.
Fra un incontro e l'altro
Il lavoro non si esaurisce in seduta. Fra un incontro e l'altro può esserci qualcosa da fare: esercizi concreti, letture, o l'annotazione di quello che succede — quando arriva l'ansia, in quali situazioni, cosa la precede.
L'automonitoraggio in particolare serve a una cosa precisa: l'ansia si ricorda male. A distanza di giorni resta l'impressione generale e si perdono i dettagli, che sono esattamente quelli su cui si lavora.
Non è compito assegnato da consegnare. È materiale che portiamo all'incontro successivo.
Cosa non faccio
Non sono un medico e non prescrivo farmaci. Quando una terapia farmacologica è già in corso, o quando emerge che potrebbe essere utile valutarla, lavoro in raccordo con il medico curante o lo psichiatra.
E non prometto tempi. Quanto dura un percorso dipende da cosa lo ha portato, e chi lo sa in anticipo sta dicendo qualcosa che non può sapere.

Dr. Giuseppe Iannone — Psicoterapeuta
PRIMO PASSO