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Una difficoltà sessuale

Calo del desiderio

Non è sempre un sintomo. Diventa un tema quando pesa, o quando distanzia due persone.

Non è che non gli voglia bene. È che proprio non mi viene in mente.

Cos'è il calo del desiderio

È la riduzione dell'interesse sessuale rispetto a un periodo precedente. Detta così sembra semplice, ma il punto delicato è un altro: non esiste un livello giusto di desiderio, e quindi il calo non si misura contro una norma.

Si misura contro due cose. Quanto pesa a te, e quanta distanza crea con la persona con cui stai.

Quando è un problema e quando non lo è

Un periodo di minore interesse dopo un cambiamento importante — un trasloco, un lutto, la nascita di un figlio, un carico di lavoro fuori scala — è una risposta ordinaria, non una disfunzione.

Nelle coppie, poi, quello che si presenta come "calo" è spesso una discrepanza: due persone con livelli diversi, dove chi ne ha meno viene definito il problema. Riformulare la cosa come differenza invece che come mancanza cambia già il modo in cui se ne parla.

Le cause possibili

Sono molte e vanno considerate insieme. Mediche: alterazioni ormonali, tiroide, condizioni croniche. Farmacologiche, e questa è la voce più sottovalutata — diversi antidepressivi e alcuni contraccettivi modificano il desiderio, e spesso nessuno lo ha detto a chi li assume.

Poi il sonno, lo stress prolungato, il dolore durante i rapporti, e la storia della relazione. Raramente c'è una causa sola.

Desiderio spontaneo e desiderio responsivo

Molte persone si aspettano che il desiderio arrivi per primo, come una spinta che compare da sola. Per una parte consistente delle persone funziona diversamente: il desiderio compare in risposta a un contesto, dopo l'inizio dell'intimità e non prima.

Non è un ripiego. È una modalità di funzionamento diffusa, e chi la ha spesso si è convinto per anni di avere qualcosa che non va, semplicemente perché aspettava un segnale che non arriva in quella forma.

Quando entra nella coppia

Il calo raramente resta un fatto individuale. Si organizza attorno all'iniziativa: chi la prende comincia a temere il rifiuto, chi la riceve comincia a temere la richiesta. E a quel punto anche i gesti non sessuali diventano ambigui, perché ognuno potrebbe essere un preludio.

È una delle situazioni in cui un incontro con entrambi può servire a sbloccare qualcosa. Si valuta, non si dà per scontato.

Come si lavora

Si parte dalla storia: da quando, in che circostanze, cosa era in corso in quel periodo. E dalla valutazione medica, se non è già stata fatta.

Il lavoro psicologico riguarda il contesto in cui il desiderio può o non può comparire, le aspettative su come dovrebbe funzionare, e la pressione che l'attesa stessa produce.

Domande frequenti

Una certa variazione nel corso della vita è comune, e i cambiamenti ormonali hanno un ruolo. Ma "è l'età" è una spiegazione che chiude il discorso troppo presto: molte cause potenzialmente reversibili — farmaci, sonno, stress prolungato, condizioni mediche non diagnosticate — vengono attribuite all'età e quindi non verificate.

Può succedere, ed è una delle voci più sottovalutate. Diversi antidepressivi e alcuni contraccettivi modificano il desiderio, e spesso la cosa non viene menzionata al momento della prescrizione. Non sono un medico e non prescrivo: se il sospetto c'è, va portato a chi ha prescritto la terapia, e non si sospende mai di propria iniziativa.

Non necessariamente, e per molte persone la risposta è chiaramente no. Il desiderio sessuale e l'affetto sono processi distinti, con cause distinte: si può volere molto bene a qualcuno e avere un desiderio ridotto per ragioni mediche, farmacologiche o di contesto. Confonderli è comprensibile, e aggiunge una preoccupazione che spesso non è fondata.

Giuseppe Iannone, ritratto.

Dr. Giuseppe Iannone — Psicoterapeuta

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