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Cosa fare durante un attacco di panico?

5 min

Dr. Giuseppe IannonePsicologo Psicoterapeuta e Sessuologo

Un attacco di panico è un’ondata improvvisa di paura intensa che raggiunge il picco in pochi minuti. Il corpo attiva la risposta di allarme, la stessa che serve davanti a un pericolo reale, anche se il pericolo non c’è.
L’adrenalina accelera il battito e il respiro. Respirare troppo in fretta abbassa l’anidride carbonica nel sangue e produce capogiri, formicolii e senso di irrealtà.


I sintomi più comuni sono:


• battito accelerato, dolore o peso al petto
• fiato corto o sensazione di soffocare
• tremori, sudorazione, vampate o brividi
• capogiri, nausea, formicolii
• paura di morire, di svenire o di perdere il controllo
Sono sensazioni molto intense, ma l’attacco in sé non è pericoloso per la vita.


Cosa fare durante un attacco di panico?


1. Resta dove sei. Se il luogo è sicuro, non scappare. Siediti o appoggiati a una parete. Se stai guidando, accosta appena puoi farlo senza rischi.
2. Dai un nome a ciò che accade. Dillo a te stesso con parole semplici: «È un attacco di panico. Fa paura, ma non è pericoloso e tra pochi minuti passerà». Riconoscere l’attacco aiuta a ridurre la paura dei sintomi, che è ciò che lo alimenta.
3. Rallenta il respiro. Inspira dal naso contando fino a 4, espira dalla bocca contando fino a 6. Continua per qualche minuto senza forzare respiri profondi: conta la lentezza, non la quantità d’aria. Se non riesci a rallentare il respiro puoi trattenerlo per qualche secondo e poi riprendere a respirare più lentamente.
4. Porta l’attenzione fuori. Nomina 5 cose che vedi, 4 che puoi toccare, 3 suoni che senti. Appoggia bene i piedi a terra. Spostare l’attenzione dal corpo all’ambiente interrompe il controllo continuo dei sintomi.
5. Lascia passare l’onda. Non cercare di spegnere l’attacco a tutti i costi. Osserva i sintomi salire, raggiungere il picco e scendere. Quando si sono attenuati, riprendi con calma quello che stavi facendo.


Cosa evitare


• Scappare dal luogo in cui sei. Dà sollievo subito, ma insegna alla mente che quel luogo è pericoloso.
• Evitare, nei giorni seguenti, i posti dove è successo. L’evitamento alimenta la «paura della paura» e rende più probabili nuovi attacchi.
• Respirare in un sacchetto di carta. È un rimedio diffuso ma oggi sconsigliato: se i sintomi avessero una causa fisica, potrebbe essere rischioso.
• Calmarti con l’alcol, o eccedere con caffè, sigarette, THC o altre droghe. Non solo non ti aiutano ma possono peggiorare gli attacchi.
• Prendere farmaci non prescritti a te. Gli ansiolitici si usano solo su indicazione del medico.


Quando chiedere aiuto


Chiama il 112 o vai al pronto soccorso se:
• è il primo episodio e non sai che cosa ti sta succedendo
• hai dolore al petto che si estende a braccio, schiena o mascella
• svieni, oppure i sintomi non si attenuano o peggiorano
• hai una malattia cardiaca o respiratoria nota
Molti sintomi del panico sono comuni ad altre condizioni: da soli non si possono distinguere con certezza. Parla con il medico di base dopo un primo attacco, per escludere cause fisiche.
Rivolgiti a uno psicoterapeuta se gli attacchi si ripetono, se da almeno un mese vivi nel timore del prossimo, o se hai iniziato a evitare luoghi e situazioni. Sono i segnali di un possibile disturbo di panico.


Come si cura il disturbo di panico


Il disturbo di panico si può trattare, e la psicoterapia è l’intervento con gli effetti più duraturi. Le linee guida NICE indicano, per durata dell’effetto, prima la psicoterapia e poi i farmaci antidepressivi.
• Psicoterapia. Il percorso raccomandato dura in genere 7-14 ore complessive, con sedute settimanali. Si lavora sul significato dato ai sintomi e sull’evitamento.
• Farmaci. Li prescrive il medico o lo psichiatra. Le linee guida NICE consigliano gli SSRI e sconsigliano le benzodiazepine (nel lungo periodo) come cura del disturbo.
La scelta dipende dalla tua storia e dalle tue preferenze, e si decide con il professionista dopo una valutazione.


Domande frequenti

Quanto dura un attacco di panico?
La maggior parte degli attacchi di panico dura tra 5 e 20 minuti. I sintomi raggiungono il picco in pochi minuti e poi calano da soli. In alcuni casi sono stati riferiti attacchi fino a un’ora.


Un attacco di panico è pericoloso?
No. Un attacco di panico è molto spaventoso, ma non provoca danni fisici e non fa «impazzire». Poiché i sintomi somigliano a quelli di altre condizioni, il primo episodio va comunque valutato da un medico.


Come distinguo un attacco di panico da un infarto?
Da soli non si possono distinguere con certezza, perché dolore al petto e fiato corto compaiono in entrambi. Se è la prima volta, o se il dolore si estende a braccio o mascella, chiama il 112.


Come posso aiutare una persona che ha un attacco di panico?
Resta con lei e parla con calma, con frasi brevi. Invitala a respirare lentamente insieme a te e ricordale che passerà. Non sminuire ciò che prova e non forzarla a muoversi.


Quando un attacco di panico diventa disturbo di panico?
Si parla di disturbo di panico quando gli attacchi sono ricorrenti e inaspettati e sono seguiti da almeno un mese di preoccupazione costante per nuovi attacchi. La diagnosi spetta a un professionista.


Fonti
• NHS, Panic disorder, revisione del 22 agosto 2023.
• NICE, Generalised anxiety disorder and panic disorder in adults: management (CG113).
• American Psychiatric Association, DSM-5-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, 2022.


L’autore
Dr. Giuseppe Iannone, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione medica o psicologica.

Dr. Giuseppe Iannone

Psicologo Psicoterapeuta e Sessuologo

**Ho studiato Neuroscienze Cognitive e Cliniche all’Università di Maastricht, nei Paesi Bassi.** Ho poi lavorato come ricercatore, in Italia e nei Paesi Bassi, studiando i meccanismi neurofisiologici coinvolti nell’ansia e nel panico. La ricerca mi ha insegnato a guardare oltre il sintomo e a interrogarmi su ciò che accade nel cervello, nel corpo e nell’esperienza della persona. Da qui è nata la specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Neuropsicologica, insieme alle esperienze cliniche nei reparti di psichiatria tra Milano e Brescia. **Ricerca e clinica hanno iniziato così a incontrarsi nel mio modo di lavorare.** Oggi mi occupo esclusivamente di ansia e panico e delle difficoltà che li accompagnano.

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