Sai stare con l’ansia?
Viviamo in un’epoca che ci ha insegnato, spesso senza dircelo apertamente, che il disagio è un errore. Qualcosa da eliminare il più in fretta possibile. Un’emozione scomoda diventa subito un problema da risolvere, un fastidio da anestetizzare, una crepa da coprire. Scrolliamo, mangiamo, lavoriamo di più, beviamo, ci distraiamo, analizziamo ossessivamente. Facciamo qualsiasi cosa pur di non sentire davvero. Ma se il vero lavoro psicologico non fosse fuggire dal disagio, bensì imparare a starci dentro? In psicoterapia una delle scoperte più trasformative è proprio questa: non tutte le emozioni hanno bisogno di una soluzione. Alcune hanno bisogno di spazio. Non tutte le sensazioni devono essere corrette. Alcune devono essere ascoltate. Imparare a “sedersi” nel disagio, senza scappare, è una competenza emotiva fondamentale per la salute mentale.
Il mito del “devo stare sempre bene”
Molti pazienti arrivano in terapia con un’aspettativa implicita: “Voglio smettere di sentirmi così”. Tristezza, ansia, vuoto, rabbia, paura vengono vissute come nemiche. Il problema non è provare queste emozioni, ma il significato che diamo loro. Se credo che un’emozione difficile significhi che c’è qualcosa di sbagliato in me, allora farò di tutto per liberarmene. Ma così facendo, spesso, la rafforza. Le emozioni funzionano come onde: arrivano, salgono, scendono. Quando cerchiamo di bloccarle o evitarle, restano incastrate. La psicoterapia non insegna a non provare più dolore, ma a non esserne travolti. E questo avviene solo quando smettiamo di combattere ciò che sentiamo.
Disagio non significa pericolo
Uno dei motivi per cui scappiamo dalle emozioni è che il nostro sistema nervoso le interpreta come minacce. Il corpo reagisce come se fossimo in pericolo reale. Cuore che accelera, respiro corto, tensione muscolare. Ma il disagio emotivo, per quanto intenso, raramente è pericoloso. È scomodo, sì. È spiacevole, certo. Ma è anche temporaneo.
Imparare a stare nel disagio significa insegnare al corpo che può tollerare quella sensazione senza morire, senza crollare, senza impazzire. È un processo graduale, ma profondamente liberatorio. Quando smettiamo di fuggire da ciò che sentiamo, scopriamo di essere più forti di quanto pensavamo.
La fuga emotiva: un sollievo che costa caro
Ogni strategia di evitamento funziona nel breve termine. Distrarsi riduce l’ansia per qualche minuto. Controllare il telefono anestetizza il vuoto. Mangiare calma temporaneamente l’agitazione. Ma nel lungo termine il costo è alto: perdiamo contatto con noi stessi. La fuga emotiva manda un messaggio interno molto chiaro: “Questa emozione è troppo per me”. E così il cervello impara a temerla ancora di più. È un circolo vizioso. Più evitiamo, più l’emozione cresce. Più cresce, più scappiamo. In terapia lavoriamo per interrompere questo ciclo. Non eliminando le emozioni, ma cambiando il nostro rapporto con esse.
Stare nel disagio non significa rassegnarsi
Un equivoco comune è pensare che accettare il disagio significhi arrendersi o rimanere passivi. In realtà è l’opposto. Accettare non vuol dire approvare. Vuol dire riconoscere ciò che c’è, senza aggiungere lotta inutile. Quando smettiamo di spendere energie per scappare da un’emozione, ne abbiamo di più per comprendere, scegliere e agire in modo consapevole. L’accettazione è un atto attivo, non una resa. In psicoterapia insegniamo a distinguere tra dolore inevitabile e sofferenza aggiunta. Il dolore fa parte dell’esperienza umana. La sofferenza nasce spesso dal rifiuto del dolore.
Cosa succede quando resti
Quando impari a restare con un’emozione difficile, succedono cose sorprendenti. Scopri che cambia. Che non resta uguale per sempre. Che ha una durata limitata. Scopri che puoi respirare anche dentro l’ansia, che puoi sentire tristezza senza perderti, che puoi provare rabbia senza distruggere nulla.
Restare nel disagio aumenta la fiducia in te stesso. Non perché il disagio sparisce, ma perché sai di poterlo attraversare. È qui che nasce la vera regolazione emotiva: non dal controllo, ma dalla presenza.
Come iniziare a praticare
Non serve buttarsi subito nelle emozioni più intense. Si inizia in piccolo. Notare una sensazione scomoda e restare con essa qualche secondo in più del solito. Dare un nome a ciò che si prova. Portare attenzione al corpo. Respirare senza cambiare nulla. Ma può non bastare. La psicoterapia offre uno spazio sicuro per esplorare cosa vogliono dirti le tue emozioni.. Con una guida esperta, il disagio diventa esplorabile, non più schiacciante. Il terapeuta non ti “aggiusta”, ma ti accompagna mentre impari a stare con ciò che sei.
Il valore trasformativo della terapia
Molte persone cercano soluzioni rapide, tecniche, trucchi per smettere di sentire. La psicoterapia va più in profondità. Ti aiuta a costruire una relazione diversa con la tua esperienza interna. Una relazione basata su ascolto, rispetto e compassione. Quando smetti di scappare da te stesso, inizi davvero a cambiare. Non perché sei diventato qualcuno di diverso, ma perché finalmente ti permetti di essere intero. Se ti riconosci in questa lotta continua contro ciò che senti, sappi che non sei solo. E soprattutto, non sei rotto. Il disagio che provi non è un difetto da correggere, ma un messaggio da comprendere. Iniziare un percorso di psicoterapia può aiutarti a sviluppare questa competenza fondamentale: stare con le emozioni senza esserne dominato. Contattami per una consulenza o per iniziare un percorso terapeutico. Imparare a restare, invece di fuggire, è uno dei regali più grandi che puoi fare a te stesso. E puoi iniziare oggi.

