panico e ansia

È possibile guarire per sempre dal panico

Dal panico si guarisce. Gli esiti a breve termine del trattamento di questa invalidante psicopatologia sono tra le più grandi storie di successo della psichiatria. Solo 50 anni fa, gli attacchi di panico ricorrenti erano considerati una condizione altamente resistente al trattamento. Ma oggi, i trattamenti psicoterapici e farmacologici per il disturbo di panico sono tra gli interventi più efficaci in psichiatria.

Il rischio di ricaduta nell´ansia e nel panico

Molti pazienti che soffrono di un disturbo d´ansia non rispondono ai trattamenti e i tassi di recidiva sono davvero alti. Uno studio sulla depressione e l’ansia condotto nei Paesi Bassi ha evidenziato che dopo 2 anni, più di una persona su cinque aveva sperimentato una ricaduta. I tassi di recidiva su un periodo di 12 anni sono ancora più alti: 56% per il disturbo di panico senza agorafobia, 39% per la fobia sociale e il 45% per il disturbo d’ansia generalizzato.

Si è quindi condannati a convivere per sempre con l´ansia e il panico?

No! Però non dobbiamo confondere l´ansia fisiologica da quella patologica. La prima, in quanto emozione, continuerà a manifestarsi in diversi momenti della nostra esistenza. E questo non deve farci preoccupare. Viceversa, l´ansia come psicopatologia può essere curata efficacemente attraverso un percorso di psicoterapia che sappia intercettare sia la dinamica temporale dei sintomi sia i contesti nei quali i sintomi di ansia e panico emergono.

Uno dei problemi principali per chi soffre di ansia e panico è che spesso la persona non riesce a capire da dove emerga la sofferenza. Questo succede in parte perché la persona resta “ipnotizzata” dai sintomi stessi e si ripiega eccessivamente su cosa succede nel proprio corpo. Ma così facendo tende a non prendere in considerazione i contesti o le situazioni esistenziali che fanno da cornice all´emergere e al manifestarsi dei sintomi.

Il racconto dei pazienti che seguo per un problema di ansia o panico è spesso incentrato su cosa succede nei loro corpi. I sintomi fisici del panico, come la fame d´aria, la tachicardia, le vertigini, vengono descritti con meticolosità. La stessa cosa succede con i sintomi cognitivi del panico: la sensazione di irrealtà, di distacco dal corpo, la paura di morire o di impazzire sono ben presenti nella memoria di chi ne soffre.

Ciò che viene narcotizzato nel racconto dei miei pazienti è, invece, il contesto nei quali questi sintomi emergono. Come ti sei sentito in quella situazione? Che emozioni hai provato quando hai appreso quella notizia? Ecco, molto spesso a queste domande i miei pazienti restano muti. Al massimo ritornano sul racconto di cosa sia successo nel loro corpo. Ma in chi soffre di ansia e panico l´esperienza emotiva sembra non essere accessibile.

Come risolvere il problema?

Uno strumento che utilizzo con successo nella cura di ansia e panico è il diario. Dopo le prime sedute di approfondimento diagnostico chiedo sempre ai miei pazienti di tenere un diario di bordo. Chiedo loro di annotare tutte le situazioni che sono in grado di attivare, positivamente o negativamente, la persona da un punto di vista emotivo. Chiedo anche di provare a non descrivere i sintomi fisici dell´ansia o del panico, ma di concentrarsi invece proprio su come ci si senta nelle diverse situazioni durante la giornata.

Con il passare del tempo, le persone prendono confidenza con lo strumento e iniziano a fornire resoconti sempre più dettagliati delle emozioni che provano nei contesti che abitano. È allora che avviene il “miracolo”. I sintomi fisici e cognitivi che prima sembravano muti e arrivare da chissà dove iniziano a essere sempre più prevedibili. La persona finalmente riesce a dare un senso alla propria sofferenza. Adesso comprende che quel cuore che batte all´impazzata, della sensazione di stare per soffocare, della vertigine o del capogiro sono modi di essere emotivamente situati a seconda delle situazioni nelle quali si trovano.

Correva l´anno 1942 quando Gordon Allport chiamò i ricercatori a utilizzare metodi e strumenti nelle scienze psicologiche che potessero misurare l´esperienza viva del paziente, affermando: “La conoscenza dei particolari è l’inizio di ogni conoscenza… la psicologia ha bisogno di occuparsi della vita così com’è vissuta”. In questo senso il diario è uno strumento che mira a rispondere a questo invito, favorendo la raccolta di dati nella vita quotidiana, spesso utilizzando misurazioni ripetute dei dati in tempo reale in situazioni autentiche e naturali.

Un diario contro il panico

Il diario può essere compilato attraverso una varietà di metodi . Può essere cartaceo ma si possono utilizzare anche applicazioni per smartphone o le note del nostro cellulare. Può prevedere un campionamento temporale casuale (ad es. i dati vengono raccolti in momenti casuali nel corso di
un giorno) o, cosa che preferisco, il campionamento può essere basato sugli eventi (cioè i dati registrati quando una certa condizione è soddisfatta, come in un soggetto che sta vivendo un attacco di panico).

Tuttavia, la caratteristica principale dei dati raccolti attraverso il diario è che mirano a “catturare la vita così com’è vissuta”. In tal modo è possibile fornire racconti dettagliati ed ecologicamente validi che diventano materiale prezioso durante le sedute di psicoterapia.

L´utilizzo del diario riduce al minimo il rischio di fornire dati poco corretti sull´esperienza fatta. La memoria spesso ci inganna infatti ed è influenzata anche dallo stato emotivo presente. In secondo luogo, l´utilizzo del diario riduce al minimo la selettività quando si descrive l´esperienza.

Infine, i dati trascritti nel diario forniscono informazioni minori che non sarebbero accessibili utilizzando approcci metodologici tradizionali (come il racconto orale di cosa sia successo nelle ultime due settimane). Nel diario vengono invece registrate informazioni preziose sui processi mentre si svolgono. Ad esempio, l’aumento e la diminuzione dell’ansia durante il giorno, comportamenti di evitamento, eccetera.

Nelle nostre sedute di psicoterapia ti insegnerò a scrivere un diario per aiutarti a riconoscere le situazioni e i contesti nei quali è probabile che emergano sintomi di ansia e panico. Sarà un´abilità che ti tornerà utilissima anche quando la terapia sarà conclusa perché sarai in grado, in autonomia, di monitorare e riconoscere le tue emozioni nei diversi contesti. Chiamami oggi per fissare un appuntamento. Ed esci dalla spirale di ansia e panico.