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Viaggio nella rabbia: origine, percezione, controllo (parte 1)

Abbiamo un terribile ritardo e non troviamo le chiavi dell´automobile, veniamo ingiustamente superati in fila in un negozio, la nostra squadra del cuore perde per un rigore inesistente e così…battiti del cuore che aumentano, tono della voce che sale, chi perde le staffe, chi impreca e urla il proprio “nervoso”, chi batte i pugni. A chi ci osserva da fuori sembra una manifestazione di pazzia. Una volta esaurita la rabbia, probabilmente ci scuseremmo e spiegheremmo che eravamo fuori di noi, preda di un impulso incontrollabile, più forte della nostra ragione e che non era nostra intenzione offendere nessuno. Meno rabbia vuol dire sicuramente più benessere. Vediamo allora di conoscerla, la rabbia, per evitarla.

Andiamo con ordine: perché ci si arrabbia?

Iniziamo questo viaggio nella rabbia premettendo che esistono diverse teorie alla base della genesi della rabbia. La rabbia può generarsi a partire dalla percezione di aver subito un torto ingiustamente e il responsabile abbia agito intenzionalmente per arrecarci un danno.

Secondo Seneca la rabbia è il risultato di un errore di ragionamento e cambiando l´idea o il ragionamento che sta dietro alla rabbia dovremmo essere in grado di intervenire per prevenirla (personalmente non sono totalmente d´accordo con questa visione delle emozioni).

Ciò che ci spinge alla rabbia è una visione troppo ottimistica della realtà, del mondo, delle altre persone. Mi spiego meglio: la frustrazione che proviamo è proporzionale a quanto ci aspettiamo che le cose vadano così come ce le siamo prefigurate, dalle nostre aspettative e dalla nostra percezione

di cosa sia normale e ammissibile e cosa non lo sia. Per esempio, a nessuno verrebbe in mente di arrabbiarsi perché piove. Ciò non succede perché la pioggia è un evento a noi familiare e siamo ben consapevoli che possa piovere. Se per quel giorno avevamo programmato una gita fuori porta saremo sicuramente delusi, forse stizziti, dalla pioggia che ha rovinato la nostra giornata all´aperto ma non credo cominceremmo a distruggere casa perché piove.

La rabbia? Eccesso di ottimismo

Proseguiamo il nostro viaggio nella rabbia. Non siamo quindi sopraffatti dalla rabbia quando ci viene negato un desiderio ma solo quando noi crediamo quella cosa ci sia dovuta. Similmente, imprechiamo quando non riusciamo a trovare le chiavi dell´automobile perché crediamo in un mondo in cui le chiavi dell´auto non possono essere perse.

La rabbia sarebbe quindi causata dall´illusione che nella nostra vita non dovremmo fare esperienza di frustrazione. Sarebbe invece meglio riconciliarsi con l´imperfettibilità dell´esistenza per smettere di arrabbiarci o almeno smettere di essere così ottimisti che tutto procederà sempre secondo i nostri piani.

Siamo infatti shockati dagli imprevisti ma faremmo meglio ad attenderci il peggio: “Non c´è nulla che Fortuna non osi”. Dovremmo perciò essere sempre pronti alla possibilità che le cose possano andare per il peggio. Badate bene, non si tratta certo di un esercizio di pessimismo. Tutt`altro: come detto sopra è un eccesso di ottimismo che spesso fa sì che reagiamo con rabbia alla minima frustrazione.

Rabbia e ingiustizia

Il nostro viaggio nella rabbia prosegue. La rabbia può scaturire anche da un senso di ingiustizia, quando ci aspettiamo che le nostre regole siano state in qualche modo violate o se ci aspettiamo di essere ricompensati per qualcosa e ciò non accade. È questa una visione cristiana (anticotestamentaria) dell´esistenza, in cui il futuro debba coincidere con la redenzione o almeno con una condizione migliore rispetto alla presente. Nella visione cristiana l’idea di “buono” corrisponde ad una ricompensa certa, mentre i “cattivi” non possono che aspettarsi una punizione.

E così ci ritroviamo ad oscillare tra due poli: a tratti, crediamo di essere stati buoni e allora sentiamo rabbia e indignazione per non aver ricevuto la giusta ricompensa. A volte però ci assale il dubbio che, se la ricompensa non è arrivata forse non siamo stati così buoni (in genere alla rabbia qui si alternano tristezza e senso di colpa).

[Continua]

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