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Come si cura la somatizzazione?

Quando il malessere psicologico si esprime attraverso il corpo. Il disturbo da sintomi somatici.
Che la nostra mente e il nostro corpo non siano due entità separate è ormai noto. Ma la sofferenza psicologica può tradursi in dolore ed altri sintomi fisici?
Come si cura la somatizzazione?

Qual è il rapporto tra mente e corpo?

Nella medicina occidentale siamo abituati a pensare mente e corpo come due entità separate. Solo recentemente gli studi sullo stress e una migliore conoscenza del sistema nervoso e di quello immunitario hanno permesso di riconsiderare la questione. L’OMS ha definito la salute come un completo stato di benessere bio-psico-sociale e non semplice assenza di malattia. E le evidenze neuroscientifiche più recenti mostrano che corpo e psiche sono strettamente interconnessi. E che non ha senso di parlare di una psiche separata dal corpo. Non deve quindi sorprendere che, talvolta, il malessere e il disagio psicologico possano tradursi in sintomi fisici quali dolore, squilibri ormonali o altre alterazioni somatiche.

I disturbi somatici

Il DSM 5 (APA, 2013), manuale di riferimento per la diagnosi dei disturbi psichiatrici, dedica un´intera sezione ai disturbi da sintomi somatici e alle altre condizioni correlate. Si tratta di problematiche in cui risulta essere centrale la presenza di sintomi fisici non ascrivibili a cause organiche.
In questa sezione del manuale troviamo quello che in precedenza era chiamato disturbo somatoforme, il disturbo da ansia di malattia, il disturbo da conversione e altre condizioni similari. Si tratta di condizioni in cui il malessere fisico o la presenza di sintomi sono centrali. In tali situazioni la persona sperimenta angoscia per le sue problematiche di salute e, per questo, può richiedere l’accesso ai servizi sanitari e impegnarsi in percorsi lunghi e frequenti di diagnosi medica.

Quando è possibile diagnosticare il disturbo da sintomi somatici?

Il disturbo da sintomi somatici si caratterizza per la presenza di uno o più sintomi fisici. Rispetto ai sintomi manifestati, la persona presenta un livello costantemente elevato di ansia per la propria condizione di salute. Può dedicare tempo ed energie eccessivi per le proprie preoccupazioni circa la condizione fisica. Oppure essere impegnata in pensieri persistenti sulla possibile gravità del proprio stato. La persona, infine, può essere assorbita dalla ricerca di informazioni relative al proprio malessere, anche attraverso internet, e può richiedere continue rassicurazioni al proprio medico. Ance se lievi, i sintomi provocano disagio clinicamente significativo e comportano una compromissione del funzionamento sociale e lavorativo della persona.

Il corpo al microscopio

Il corpo è continuamente sotto una lente di ingrandimento alla ricerca di sintomi e indicatori di patologia. Molto spesso, la persona non riesce a leggere con accuratezza i segnali inviati dal proprio corpo. Per esempio, normali sensazioni fisiche vengono confuse con sintomi di gravi disturbi. E la preoccupazione e la focalizzazione eccessiva sul proprio stato fisico alimentano l’ansia di essere ammalati. Affinché possa essere posta la diagnosi di disturbo da sintomi somatici, le manifestazioni del disturbo dovrebbero perdurare per almeno sei mesi.

Quali sono i sintomi fisici più ricorrenti?

Rispetto ai sintomi fisici che possono manifestarsi riscontriamo un’ampia variabilità. Alcune persone sperimentano una sintomatologia dolorosa. Altre possono sentirsi stanche o manifestare delle alterazioni a carico di diversi distretti corporei. Nei bambini, spesso, viene riferito mal di pancia, mal di testa, spossatezza o nausea.
Nella loro differenza, si tratta di sintomi che il medico difficilmente può ricondurre a problemi chiaramente definibili. Nonostante ripetuti esami e consulenze specialistiche non si avviene a una diagnosi definita. E la preoccupazione, la frustrazione, l´ansia e l´angoscia aumentano. Si dice che la diagnosi rassicuri. Così come una diagnosi che non arriva, può innescare molte paure. Di avere una patologia rara o così grave da non essere riconosciuta dal medico. O di non essersi affidati a un bravo professionista.

Come si cura la somatizzazione?

Soprattutto quando accertamenti medici abbiano escluso la possibilità di avere una malattia fisica, può essere importante individuare un professionista della salute mentale che possa aiutare a risolvere le proprie problematiche.
Una delle principali difficoltà sperimentate da chi soffre di questo disturbo consiste proprio nel comprendere il legame tra la sofferenza psicologica e il fatto di avere dei disturbi fisici. In parte ciò è il risultato di un approccio culturalmente consolidato alla malattia ed all’intervento medico che rende difficile pensare la mente e il corpo come una unità. Inoltre, rivolgersi allo psicologo può essere difficile a causa della stigmatizzazione. Per molte persone, ancora, la sofferenza psicologica e quella fisica continuano ad essere poste su due piani diversi. Come se il malessere psicologico fosse così tanto poco importante da non meritare la comprensione dell’altro o un adeguato percorso di presa in carico. Infine, non è raro che una persona che soffra di un malessere fisico non diagnosticabile venga etichettata come “malato immaginario”. Questo porta la persona a sperimentare solitudine, talvolta vergogna. Si tratta di condizioni in cui chi soffre di disturbo da sintomi somatici ha ancora meno probabilità di rivolgersi a un professionista. Si riduce così la possibilità di ricevere cure adeguate.

La psicoterapia per i disturbi da sintomi somatici

In effetti, è più difficile trattare un disturbo da sintomi somatici quando si è cronicizzato. Per questo, si raccomanda di rivolgersi a uno psicologo-psicoterapeuta tempestivamente.
Un intervento di assessment psicologico e di supporto può proficuamente migliorare la qualità della vita della persona che soffre di disturbo da sintomi somatici. E può contribuire ad alleviare l’ansia e implementare le strategie di fronteggiamento dello stress.
Un percorso di psicoterapia, inoltre, migliorerà la consapevolezza della persona sui messaggi inviati dal corpo. Questo aiuta a rendere meno probabile la scorretta interpretazione di sensazioni corporee normali o legate a particolari emozioni. In un simile percorso potranno essere ricostruiti anche il senso dei sintomi. Ma anche il significato che la persona attribuisce alla malattia. Per esempio, non è raro che chi soffre di disturbo da sintomi somatici e altre condizioni correlate abbia fatto esperienza diretta di patologie invalidanti, oppure per averne vissuto l’impatto in amici o familiari.

Riferimenti bibliografici
American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.