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Nella mente di un borderline

Chi soffre di un disturbo di personalità borderline (DBP) può vivere una realtà complessa e travagliata. Il mondo interiore di chi soffre di DBP è spesso caratterizzato da una costante lotta emotiva e relazionale. Il termine “borderline” in sé suggerisce una sorta di confine, un’instabilità che colloca chi ne soffre in una posizione ambigua tra stabilità e caos emotivo.

Chi vive con il DBP può sperimentare una serie di emozioni intense e spesso contraddittorie. Possono passare dall’euforia alla disperazione in un batter d’occhio, e questa instabilità emotiva può essere estenuante e difficile da gestire. Ci si sentoe  costantemente in bilico su un precipizio emotivo, con il terrore costante di cadere nell’abisso dell’angoscia e della disperazione.

Una delle caratteristiche principali del DBP è la difficoltà nell’instaurare e mantenere relazioni stabili e soddisfacenti. Le persone con DBP possono oscillare tra un attaccamento eccessivo e la paura dell’abbandono. Questo porta spesso a comportamenti impulsivi e autolesionisti nel tentativo di evitare la separazione o di alleviare il dolore emotivo.

La percezione di sé può essere altrettanto turbolenta e altalenante. Chi soffre di DBP può oscillare tra un’alta autostima e una bassa autostima in modo imprevedibile. Può sentirsi come completamente diversa da un giorno all’altro, o persino da un momento all’altro, e questa mancanza di coerenza nell’identità può generare una grande confusione e disorientamento.

L’instabilità emotiva e relazionale può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana di chi vive con il DBP. Chi soffre di DBP lotta con l’impulsività in vari aspetti della propria vita, dall’uso di sostanze alle spese compulsive, mettendo a rischio la propria sicurezza e il proprio benessere. Questi comportamenti possono portare a conseguenze negative, sia personali che interpersonali, creando un circolo vizioso di disperazione e auto-sabotaggio.

La gestione delle emozioni è spesso una sfida costante per chi soffre di DBP. Ci si sente sopraffatti da emozioni intense come la rabbia, la tristezza e la paura, e ci si trova a lottare nel trovare modi sani ed efficaci per affrontarle. Questo può portare a comportamenti autodistruttivi come l’autolesionismo o il tentativo di suicidio, che sono tentativi disperati di alleviare un dolore interiore insopportabile.

Si guarisce dal disturbo borderline di personalità?

Anche se il DBP può essere estremamente difficile da gestire, è importante sottolineare che non è una condanna a vita. Con il supporto adeguato e il trattamento appropriato, molte persone sono in grado di gestire i sintomi del DBP e condurre vite significative e soddisfacenti. La terapia dialettico comportamentale (DBT) è uno dei trattamenti più efficaci per il DBP, poiché aiuta le persone a imparare a regolare le loro emozioni, a migliorare le loro relazioni e a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé.

Tuttavia, è importante riconoscere che il percorso verso il recupero può essere lungo e impegnativo. Chi soffre di DBP può incontrare molte sfide lungo il cammino e può essere necessario un sostegno continuo da parte di amici, familiari e professionisti della salute mentale. È importante anche combattere lo stigma e l’incomprensione che circondano il DBP, educando gli altri sulla natura complessa di questa condizione e promuovendo la compassione e l’empatia verso coloro che ne soffrono.

In conclusione, chi soffre di disturbo di personalità borderline vive una realtà emotiva e relazionale complessa e travagliata. L’instabilità emotiva, la difficoltà nelle relazioni e i comportamenti impulsivi sono solo alcune delle sfide che devono affrontare quotidianamente. Tuttavia, con il sostegno adeguato e il trattamento appropriato, molte persone sono in grado di gestire i sintomi del DBP e condurre vite significative e soddisfacenti.

Cos’è un disturbo di personalità?

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Il disturbo borderline di personalità

Come riconoscere se soffri di disturbo borderline di personalità? E quali sono le cure migliori per questa psicopatologia? Lo scopriamo insieme in questo articolo.

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Che cosa è un disturbo di personalità?

I disturbi di personalità sono disturbi mentali che compaiono di solito nella prima età adulta. Si caratterizzano per configurazioni tutto sommato stabili di stili affettivi, cognitivi e relazionali che connotano il carattere del soggetto e ne influenzano i comportamenti. Quando si parla di “disturbi di personalità”, quindi, non indichiamo forme di disagio psichico transitorie, quanto modalità stabili e patologiche di rapportarsi con sé stessi e con gli altri.

Che cos´è il disturbo borderline di personalità?

Il disturbo borderline è uno dei tanti disturbi di personalità.
Instabilità e conflittualità sono due caratteristiche frequenti di chi ne soffre. La persona vive spesso un ipercoinvolgimento patologico nei rapporti con partner, amici o familiari.
La sensibilità a possibili segnali di rifiuto da parte dell’altro è particolarmente sviluppata. Per esempio, di fronte a una critica o a un rifiuto, la persona che soffre di un disturbo borderline tende a reagire in maniera eccessiva, mostrando rabbia e aggressività incontenibili.

La paura dell´abbandono

Spesso, poi, le personalità borderline instaurano delle relazioni di tipo dipendente. Ciò che temono maggiormente è di essere abbandonate. L’abbandono, in effetti, è una evenienza che può spingerle addirittura verso atti di natura autolesionistica. Il tentativo di procurarsi un danno può essere dettato dalla disperazione evocata dall’abbandono. Ma non è raro che si tratti di azioni manipolative che che hanno lo scopo di attirare l’attenzione di chi non si vuole perdere. La manipolazione, del resto, è un’altra costante delle relazioni con le persone che soffrono di disturbo borderline. È una strategia messa in atto quando il partner o una persona significativa non rispondono ai bisogni espressi.

Le difficoltà interpersonali

Relazionari con una persona che soffre di questo disturbo, per tutti questi motivi, non è semplice. Anzi, è spesso fonte di preoccupazione e stress. Un rischio, inoltre, è quello di essere oggetto di una fastidiosa alternanza tra l’idealizzazione e la svalutazione. Spesso senza soluzione di continuità, un giorno si è messi in discussione. E il giorno dopo si può essere trattati come se si fosse la migliore delle persone. Accanto alla elevata instabilità interpersonale, le persone che soffrono di un disturbo borderline presentano problematiche di natura cognitiva e nell’immagine di sé.

Come si sente chi soffre di disturbo borderline


Concretamente, chi soffre di questo problema ha un´immagine di sé poco sviluppata e definita e sperimenta spesso sentimenti di vuoto. In genere, presenta un funzionamento di tipo “tutto o nulla” e la capacità di individuare obiettivi e fare dei progetti è compromessa. La persona, cioè, è volubile e può modificare le proprie convinzioni facilmente. Questo modo di essere contribuisce a rendere infruttuosi i progetti intrapresi e a cambiare frequentemente i propri obiettivi. L’incapacità di perseverare nel perseguire uno scopo e nel portare a termine i propri piani ha come conseguenza un frequente peggioramento dell’autostima. A questo si associano senso di colpa, vergogna e una critica eccessiva nei propri confronti.

Nei periodi di particolare stress possono essere riscontrati sintomi psicotici veri e propri. L’altro può essere vissuto come un nemico che ha cattive intenzioni. La persona può non riconoscere più sé stessa o il proprio mondo, avvertendo di essere prossima a un cambiamento catastrofico o di vivere in un contesto estraneo.

Le emozioni nel disturbo borderline

Il quadro del disturbo borderline si caratterizza inoltre per un´elevata disregolazione emotiva e comportamentale. Si passa da momenti di relativa calma a momenti di estrema instabilità caratterizzati dalla generale difficoltà a gestire le emozioni.

Inoltre le persone che soffrono di disturbo borderline sono incapaci di tollerare la frustrazione. Per questo motivo in condizioni stressanti possono mettere in atto comportamenti aggressivi. Trovando difficile prevedere le conseguenze delle proprie azioni, poi, si espongono con facilità a situazioni di rischio. Una ulteriore caratteristica è l’impulsività. Le persone con disturbo borderline di personalità possono ricorrere all’uso di sostanze, a condotte sessuali promiscue, a spendere il denaro in maniera poco oculata, ecc…

Quali trattamenti per il disturbo borderline?

Il disturbo borderline di personalità compromette il funzionamento relazionale, sociale e lavorativo della persona. È per questo importante richiedere un aiuto specialistico che possa integrare un intervento farmacologico e la psicoterapia. Solo in alcuni casi di particolare gravità, inoltre, potrebbe essere necessario il ricovero ospedaliero, intervento cui si ricorre nei momenti di crisi e di forte scompenso.
Il trattamento farmacologico può prevedere l´utilizzo di farmaci stabilizzanti dell´umore o di antipsicotici atipici. I farmaci possono facilitare anche il lavoro di psicoterapia, necessario per il raggiungimento di diversi obiettivi. Tra questi aumentare la finestra di tolleranza della persona rispetto alle frustrazioni e migliorare le abilità sociali. Ma anche aiutare la persona a essere consapevole dei meccanismi alla base dei comportamenti di rischio. E a supportarla nello sviluppo e nel mantenimento di un progetto di vita.
Importanti obiettivi terapeutici, inoltre, riguardano la possibilità di incrementare la consapevolezza su di sé e sul ruolo giocato nelle relazioni interpersonali ed intime. Ciò al fine di rendere meno problematica e conflittuale la sfera dei rapporti con l’altro.

Si è consapevoli della malattia?

Per concludere, si può ricordare che non sempre le persone che soffrono di disturbo borderline hanno consapevolezza dei propri problemi. Spesso infatti attribuisconoo le proprie difficoltà a chi le circonda. Non a caso, sono i familiari, il partner o gli amici a spingere la persona a rivolgersi a uno psicologo-psicoterapeuta. Sono loro spesso a riconoscere per primi la problematicità di alcuni comportamenti ed atteggiamenti del proprio caro. Purtroppo si tratta di tentativi che, in svariate circostanze, non raggiungono l’obiettivo sperato. Proprio per questo motivo, se pensate che qualcuno dei vostri cari possa soffrire di questo disturbo, potrebbe essere utile chiedere un consulto anche al fine di ricevere informazioni e consigli su come gestire al meglio la relazione ed indirizzare la persona ad un intervento di supporto appropriato.


Riferimenti bibliografici
American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.
Gunderson, J., Herpertz, S., Skodol, A. et al. (2018). Borderline personality disorder. Nat Rev Dis Primers, 4, 18029.