Perché è difficile perdonare?

Il perdono è un atto complesso che coinvolge emozioni, relazioni e processi psicologici profondi. Per comprendere perché può essere difficile perdonare, è necessario esaminare diversi aspetti, tra cui il dolore emotivo, il tradimento, l’orgoglio e la mancanza di fiducia.

La parola “perdono” deriva dal latino “perdonare”, composto da due elementi: “per” che significa “attraverso” o “completamente”, e “donare” che significa “dare” o “concedere”. Quindi, letteralmente, perdonare significa dare o concedere completamente. 

Ma perché perdonare a volte è così difficile?

Innanzitutto, il dolore emotivo svolge un ruolo cruciale nel processo di perdono. Quando qualcuno ci fa del male, sia emotivamente che fisicamente, si crea un dolore che può persistere nel tempo. Il processo di perdono implica spesso la necessità di superare questo dolore profondo, che può essere un compito estremamente difficile. Il nostro istinto naturale è proteggerci da situazioni dolorose, e il perdono richiede la capacità di superare questo istinto per aprirsi a una forma di guarigione.

La violazione della fiducia è un altro ostacolo significativo al perdono. Il tradimento, che può assumere molte forme, mina la base stessa di una relazione. Ristabilire la fiducia richiede tempo e sforzi da entrambe le parti coinvolte, e il perdono può sembrare impossibile quando questa fiducia è stata gravemente compromessa.

La paura di essere feriti nuovamente può rendere difficile accettare una richiesta di perdono e ripristinare la connessione emotiva.

L’orgoglio è un ostacolo ulteriore al perdono e può fungere da barriera psicologica, impedendo la riconciliazione e la crescita personale.

Perdonare può sembrare un segno di debolezza o sottomissione per alcune persone. La sfida qui è superare l’ego e riconoscere la forza nel concedere il perdono. Quanta libera magnanimità in un atto come questo…

La mancanza di comprensione è un altro fattore chiave. A volte, perdonare richiede una comprensione approfondita delle motivazioni e delle circostanze che hanno portato a un’offesa. Se manca questa comprensione, il perdono può sembrare irraggiungibile.

La mancanza di comunicazione o la mancanza di empatia possono ostacolare il processo di perdono, poiché non si riesce a vedere la prospettiva dell’altra persona.

Inoltre, perdonare non significa necessariamente dimenticare l’offesa. Ricordare l’evento può essere un modo per proteggerci dalle situazioni simili in futuro. Questa lotta tra la necessità di protezione e la volontà di perdonare può generare conflitti interni, rendendo difficile raggiungere una risoluzione.

Giustizia, vendetta e perdono

Prima della legge del taglione, la risposta a un torto subito non era proporzionata al danno ricevuto: mi rubi il cavallo? E io ti uccido!

La legge del taglione (“occhio per occhio, dente per dente”) introduce un principio di reciprocità e limite rispetto a come doveva esser fatta giustizia: mi hai ferito a un braccio? Farò la stessa cosa a te. Uno a uno e palla al centro.

Nel Nuovo Testamento, Gesù arriva invece con un messaggio che ha dell’incredibile: non solo ci invita a perdonare i nemici ma addirittura ad amarli! Solo teoria? Lui riuscì di fatto a mettere in atto quanto teorizzava. Ne abbiamo un esempio quando, messo in croce, “Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno””.

C’è qualcosa di interessante in quel “diceva”. Non c’è scritto “disse” o “ha detto”. L’utilizzo del verbo all’imperfetto rimanda a una ripetizione di un’azione. Un conto è dire: “quando avevo 10 anni sono andato al mare”, un altro è dire: “quando avevo 10 anni andavo al mare”.

Sembra davvero che perdonare richieda uno sforzo continuo e non sia una cosa che può darsi una volta per tutte. Anche perché a volte pensieri ed emozioni possono farci rivivere il dolore per il torto subìto e farci tornare la voglia di serbare rancore o vendicarci.

Di fronte alle recenti vicende belliche possiamo sentirci sopraffatti e impotenti. Ma perché non fanno pace? Eppure forse proprio nel nostro cuore, ci sono tanti conflitti aperti: con noi stessi o con altri.

E tu, con chi sei in guerra oggi? 

Ricorda, il perdono è una sfida complessa che coinvolge una serie di fattori emotivi, psicologici e relazionali. Richiede un coraggio significativo per superare il dolore, la mancanza di fiducia, l’orgoglio e la mancanza di comprensione. Tuttavia, il perdono può portare a una liberazione emotiva e a una crescita personale, aprendo la strada a relazioni più sane e appaganti. Quali passi concreti puoi fare per riconciliarti e fare la pace?

Perdonare a volte può significare dovere interrompere una relazione per proteggerci e non consentire all’altro di continuare a farci del male. Ma, perdonano, possiamo liberare noi dagli effetti negativi dell’odio e del rancore.