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Chi ha paura del panico?

Chi ha paura del panico? Il disturbo da attacchi di panico è diffuso e frequente, specialmente nella popolazione giovanile. Quali i sintomi e i migliori trattamenti per questo problema?

Che cosa è il panico?

L’etimologia della parola panico richiama il dio Pan, figura mitologica legata alla natura. Il satiro, con sembianze umane ma gambe e corna da capra, spaventava chi ne turbava la quiete urlando in maniera terrificante. Questo scatenava nelle sue vittime una paura incontrollata.

Il panico è una forma intensa ed acuta di ansia.

Consiste in uno stato di intensa paura che determina una crisi che, di durata limitata nel tempo, in genere, si esaurisce nell’arco di 10-15 minuti.

Cosa succede durante un attacco di panico?

Durante un attacco di panico, la persona può sperimentare svariati sintomi fisici:

  • palpitazioni, tachicardia o dolore toracico;
  • sudorazione, brividi o vampate di calore
  • tremori, sensazione di torpore o formicolio
  • difficoltà respiratorie o sensazione di fiato corto;
  • senso di nausea o dolori addominali;
  • sensazione di sbandamento, instabilità, testa leggera;
  • paura di perdere il controllo, di impazzire o di morire;
  • sensazione di distacco dalla realtà o di estraneità della propria persona o di parti del proprio corpo.

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I sintomi del panico possono ingenerare paura e terrore e associarsi a una sensazione di disastro incombente.

Il carattere dirompente dei sintomi e la loro intensità fa ritenere a chi ne soffre di essere preda di un disturbo fisico quale l’infarto. È invece importante sapere che in genere la crisi si risolve da sola e non comporta danni per l’integrità psicofisica della persona.

Molto spesso, comunque, questa informazione non è sufficiente a contenere la paura di poter sperimentare nuovamente una crisi.

La preoccupazione che un nuovo attacco di panico possa verificarsi è all’origine della cosiddetta ansia anticipatoria.

Tale paura sottosta a e alimenta l’evitamento delle situazioni che l´individuo ritiene capace di scatenare una crisi di panico. Molto spesso le situazioni temute sono quelle in cui si è verificato il primo attacco di panico.

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Quando è possibile diagnosticare un disturbo da attacchi di panico?

La maggior parte delle persone ha sperimentato un attacco di panico dopo un evento di vita particolarmente stressante o un periodo di stress intenso.

In effetti, alcune persone presentano una predisposizione genetica o psicologica alle problematiche di natura ansiosa.

In questi individui condizioni stressanti possono favorire l’insorgenza del disturbo da attacchi di panico.

Quando l’ansia supera una certa soglia, può infatti sfociare in crisi di forte impatto e intensità.

È per questo molto importante occuparsi delle proprie ansie e dello stress. Ci si può rivolgere a un professionista per un´adeguata diagnosi e per un trattamento efficace.

Le indicazioni per una diagnosi di disturbo di attacchi di panico vengono fornite dal DSM 5, il manuale diagnostico-statistico elaborato dall’American Psychiatric Association (2013).

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Il DSM-5 stabilisce i criteri per la diagnosi di attacco di panico.

Questa condizione si verifica quando la persona sperimenta almeno quattro dei sintomi precedentemente illustrati. I sintomi non devono però esserelegati all’assunzione di sostanze, ad altri disturbi psichiatrici, né a un disturbo di interesse medico.

Conseguentemente, la diagnosi di disturbo da attacchi di panico può essere effettuata se si verificano crisi ricorrenti.

Non solo. Almeno un episodio deve aver causato preoccupazioni persistenti di poter sperimentare nuovamente la sintomatologia. Oppure preoccupazioni per le implicazioni e le conseguenze del disturbo. O infine una modificazione dei propri comportamenti abituali.

Il DSM 5, inoltre, precisa che la diagnosi di disturbo da attacchi di panico può verificarsi in presenza o meno di agorafobia.

Tale condizione può essere riscontrata nei casi in cui un paziente presenti ansia nei confronti di situazioni quali trovarsi in diverse situazioni.

Spazi aperti, luoghi chiusi, fare la fila o essere in mezzo a una folla sono fra le situazioni maggiormente temute. Così come essere soli fuori di casa o doversi servire dei mezzi pubblici .

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Quali sono i trattamenti per il disturbo da attacchi di panico?

Il trattamento degli attacchi di panico può beneficiare di percorsi integrati che prevedano la compresenza di psicoterapia e farmacoterapia. Questo protocollo si è dimostrato molto efficace nel controllo e nella scomparsa della sintomatologia.

In genere la farmacoterapia, prevede la prescrizione di farmaci antidepressivi in associazione con degli ansiolitici a seconda delle necessità del paziente e della sua sintomatologia.

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L’approccio farmacologico deve però essere accompagnato da un´adeguata psicoterapia. Esistono diverse forme di psicoterapia per il trattamento del disturbo di panico. La psicoterapia cognitiva-neuropsicologica è utile sia nella riduzione della sintomatologia, che nel contrastare l’impatto negativo sulla qualità della vita.

Altre strategie di trattamento sono le terapie somatiche riabilitative, capaci di potenziare gli effetti della psicoterapia e di massimizzare l’efficacia della farmacoterapia.

Simili trattamenti agiscono sull’alterazione della fitness fisica. Questa infatti sembra essere presente in una percentuale importante di persone con disturbo da attacchi di panico.

Per maggiori informazioni sull´argomento è possibile consultare questa pagina.

Infine è importante trattare la sintomatologia quanto prima.

Tuttavia molti pazienti vivono con difficoltà l’uscire da casa. Ma per fortuna è possibile consultare un professionista avvalendosi di una modalità di consulenza e psicoterapia online.

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