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Ansia

I tre modelli dell’origine dell’ansia

Esistono tre modelli principali dell´origine dell´ansia:

  1. La fuga dall´ansia
  2. La reazione ossessivo-compulsiva all´ansia
  3. La reazione ansiosa sessuale

Oggi ci concentriamo sul primo modello. Parlerò degli altri due modelli nei prossimi articoli.

Questi tre modelli hanno un minimo comune denominatore: l´ansia anticipatoria.

L´ansia anticipatoria

Il meccanismo dell’ansia anticipatoria funziona in questo modo. Un sintomo (per esempio una sensazione di vertigine o di testa leggera) genera una paura corrispondente (paura di svenire). La paura (di svenire, in questo esempio) rafforza il sintomo. Questo avviene perché la persona presta adesso maggiore attenzione a ogni piccola variazione fisiologica. E, col tempo, diventa bravissima a discriminare ogni piccolo scostamento da uno stato di benessere. In questo modo un sintomo di per sé innocuo (la vertigine) lascia la persona nel timore che la vertigine possa ripresentarsi.

Il modello della fuga dall´ansia

Ecco il primo dei tre modelli dell´origine dell´ansia. Il nucleo fenomenologico del  primo modello di reazione ansiosa è costituito dalla fuga o dall’evitamento delle situazioni ansiogene.

Fuggire dall´ansia è la soluzione

Pensiamo a una persona che debba fare una presentazione davanti ai colleghi e che teme di balbettare, di sudare eccessivamente o di arrossire davanti a loro. Questa ansia anticipatoria provoca una reazione ansiosa ancora più forte, formando un circolo vizioso che in alcuni casi può sfociare in un attacco di panico conclamato.

La persona spesso vive con estremo disagio sia le ore (e spesso anche i giorni!) che precedono la situazione temuta. Nei casi più gravi l´ansia è così forte che la persona decide di inventare una qualsiasi scusa pur di non esporsi alla situazione temuta.

Ma cosa teme veramente la persona?

Non è l’ansia che di per sé si teme. Quanto, piuttosto, che essa possa avere conseguenze dannose per la salute. In particolare la persona può temere che, a causa dell´ansia, perderà i sensi, sverrà, collasserà o si accascerà a terra. A volte, a causa di questo timore, porta sempre con sé qualcosa da mangiare o da bere per evitare un possibile svenimento. O ancora, teme che avrà un infarto o un ictus. Sono questi alcuni dei principali motivi che spingono le persone ad avere paura dell´ansia.

Per paura che i sintomi dell’ansia possano ripresentarsi, si cerca in tutti i modi di scongiurarne il ritorno. E di evitare tutte le situazioni in cui l´ansia potrebbe manifestarsi. Spesso queste persone si sentono al sicuro solamente a casa. E nei casi più gravi soltanto in camera loro, per cui anche raggiungere la cucina o il bagno diventa un´impresa titanica.

L´evitamento è una strategia disfunzionale per combattere l´ansia

Alcune persone iniziano poi a sviluppare sintomi secondari a questa paura delle presunte conseguenze dannose dell´ansia. Per esempio, diventano scrupolosissimi osservatori dei loro parametri fisiologici. E bravissimi a notare ogni piccola variazione del battito cardiaco, del respiro, della pressione, della temperatura corporea. Non è raro, per esempio, che la persona controlli il polso per contare i battiti del cuore.

I disturbi d’ansia a eziologia vegetativa

Altre persone sviluppano un disturbo d’ansia a partire da un sintomo vegetativo. Ascoltate questa storia.

Mario non ha mai sofferto di ansia. Un giorno come tutti gli altri si reca al bar a bere il suo solito espresso. È particolarmente assonnato perché ha dormito male e così chiede al barista un espresso doppio. Lo beve di un fiato. Paga e si dirige verso il lavoro. Di lì a qualche minuto, ancora per strada, inizia a sentire il cuore battere all´impazzata. Tutto normale, direte voi. Sarà colpa dell´espresso doppio. Esatto. Mario però non coglie questo particolare e inizia a temere che la tachicardia, provocata dalla caffeina (in un corpo debilitato dalle poche ore di sonno della sera precedente) sia in realtà un segnale di un infarto imminente.

È qui che assistiamo alla nascita del disturbo d´ansia che costringerà Mario anni dopo a rivolgersi a me per una psicoterapia.

Cos’era successo?

Mario aveva iniziato ad avere paura di poter avere un infarto di lì a poco. Se solo avesse collegato subito quel cuore tachicardico alla caffeina! Si sarebbe risparmiato anni di inutili sofferenze e limitazioni.

Già, perché da quel giorno per Mario uscire di casa era diventato un vero incubo. Si accertava che ovunque si recava ci fosse un presidio ospedaliero o per lo meno un medico nelle vicinanze. Qualcuno in grado di poterlo prontamente aiutare nel caso in cui il cuore avesse ripreso a fare le bizze.

Un attacco di panico può essere scambiato per un infarto.

Da questo esempio possiamo vedere come un sintomo vegetativo di per sé innocuo possa condurre a sviluppare un disturbo d´ansia. Nel caso di Mario il ponte tra sintomo vegetativo e disturbo d´ansia è stato proprio l´ansia anticipatoria.

Esistono naturalmente altre mille situazioni diverse una dall´altra per cui può insorgere un disturbo d´ansia. E in psicoterapia si va alla ricerca di queste cause.

Ansia reattiva, riflessiva e transitiva

Tale ansia reattiva è un’ansia riflessiva, cioè si permette di distinguersi da un’ansia transitiva, come un’ansia fobica, cioè l’ansia di qualcosa di specifico.

In ogni caso, nel tempo l’ansia cerca sempre – e trova anche sempre – un contenuto e un oggetto concreti. Esso si concretizza, si condensa attorno al contenuto e all’oggetto come il suo nucleo. Non solo. Il contenuto e l’oggetto dell’ansia possono cambiare nel tempo.

Ma può avvenire anche il contrario. E cioè che si passi dalla paura specifica (per una situazione o un oggetto) a una paura più ampia.

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L´eritrofobia è la paura di arrossire

Mi viene in mente la storia di Laura, una ragazza che soffriva di grave eritrofobia (cioè paura di arrossire). Laura era segretamente innamorata di Andrea, un amico di famiglia. Non ne aveva mai parlato con nessuno.

Un giorno sua madre le disse che aveva incontrato Andrea per strada. Laura si emozionò e subito arrossì. Da lì il timore che la madre avesse potuto sospettare qualcosa. Non solo. Da allora ogni volta che sua mamma parlava anche di altri ragazzi Laura continuava ad arrossire. Infine arrivò ad arrossire anche davanti ad altre persone ogni volta che si parlava di ragazzi.

L´ansia è come una macchia di olio su un lago

Proprio come accade se versassimo dell´olio sulla superficie di un lago, l´ansia può iniziare a contaminare una parte della superficie ma può espandersi fino ad arrivare a toccare zone sempre più remote .

Arriva persino a togliere il sonno.

E a impattare sulla vita sessuale, relazionale, di coppia. Spesso infatti chi soffre di ansia lamenta anche sintomi sessuali quali disturbo erettile, eiaculazione ritardata, eiaculazione precoce, anorgasmia, calo del desiderio e dell´eccitazione sessuale, dolore durante la penetrazione. Più di rado si arriva a usare il sesso per diminuire vissuti di ansia intensi.

Non di rado, poi. l´ansia si accompagna a vissuti depressivi secondari. E a quel punto depressione e ansia possono rafforzarsi reciprocamente.

Anche in questo caso, compito della psicoterapia è andare alla ricerca dell´origine della macchia e di comprendere quali venti e correnti l´hanno portata a interessare le altre zone e aree dell´esistenza.

L´ansia è come una macchia di olio nel mare
Credits: Derick Hingle / Greenpeace

La psicotofobia e la criminofobia

I sintomi di ansia possono portare alcune persone a temere di impazzire o di fare qualche gesto inconsulto. Nel primo caso si parla di psicotofobia, nel secondo di criminofobia.

Chi soffre di psicotofobia teme che il sintomo d´ansia sia l´incipit che lo porterà a sviluppare un disturbo psicotico, come la schizofrenia. 

Per esempio Francesco mi racconta che ogni volta che esperisce un attacco di depersonalizzazione teme che da lì a poco impazzirà.

Invece, chi soffre di criminofobia, teme di  fare qualcosa che possa arrecare un danno fisico a sé stesso (paura di suicidarsi o di ferirsi volontariamente) o ad altre persone.

Mi viene in mente la storia di Lucia, una giovane mamma che soffriva di criminofobia. E che aveva paura di restare da sola a casa con suo figlio di appena 9 mesi, per paura di potergli fare del male.

Dalla paura all´ansia

Infine, a volte, uno stato di paura giustificata (per esempio un cane che sbuca abbaiando all´improvviso da dietro un cancello) può innescare uno stato d´ansia.

L´iperventilazione può causare un attacco di ansia

Racconta Giulio: “Mi sono spaventato. E ho iniziato subito a respirare in modo strano”. Verosimilmente Giulio ha iniziato a iperventilare e proprio tale stato di iperventilazione ha aumentato e intensificato i sintomi ansiosi. A questo punto Giulio non era più spaventato dal cane, ma dalla sua reazione ansiosa.

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Da dove deriva la tua ansia?

Da questi esempi si può evincere perché non esista una risposta univoca alla classica domanda: “Dottore, da dove deriva la mia ansia?”.

Un percorso di psicoterapia che vada a indagare le origini del fenomeno richiede un lavoro clinico di attenta ricostruzione delle condizioni, fisiche, psicologiche, personologiche, eccetera che hanno portato all´instaurarsi di un disturbo d´ansia.

La buona notizia è che la via d´uscita, per fortuna, si trova sempre.

Clicca qui per leggere cosa sia la reazione ossessivo compulsiva all´ansia.

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